Intervista a Osvaldo Neirotti

Ciao Osvaldo, benvenuto sul blog di Letterando.

Per prima cosa una curiosità: come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Ciao, innanzitutto grazie della bella opportunità. Oggi, infatti, nel calderone della comunicazione, farsi conoscere non è mica semplice!
Vi ho conosciuto tramite un amico scrittore che un anno fa, circa, aveva raccontato la sua storia tramite la vostra “rubrica”.
Presentati ai nostri lettori, chi sei e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittore?

Mi chiamo Osvaldo Neirotti e sono alla mia prima pubblicazione. Sono tra quei “fortunati” che sono riusciti a raggiungere il cuore di un editore (Il Viandante). Gli ho inviato il progetto del Libro e del Gioco e il manoscritto “X Segreto”, lo ha apprezzato e da poco è stato presentato al Salone del libro 2018 di Torino.

Sono sposato, ho una bellissima figlia di undici anni, e contribuisco all’economia famigliare con un modesto lavoro part-time, trovato grazie ad un amico dopo che ho perso il lavoro. In realtà l’ho lasciato perché hanno smesso di pagarmi…
Quando non scrivo dipingo, scolpisco e gestisco un movimento artistico concernente tutte la arti. Sono co-fondatore di GoArtFactory, un movimento che, come mission, ha l’obiettivo di portare l’arte alla gente, di ogni forma e natura.
Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

Ho sempre scritto per me: aforismi, brevi racconti e qualche storia. La perdita del lavoro retribuito mi ha indirizzato verso nuove strade e ricerche, al punto che tra i vari e molteplici inutili annunci (uno è emerso in un anonimo giornale) me ne è saltato all’occhio uno in particolare. Nell’annuncio si cercava un disegnatore per realizzare un gioco di carte online e da subito mi è parso interessante, così ho creato circa 150 carte da gioco.
Tutto bellissimo tanto da sembrare un sogno fino a quando, però, il compenso è franato in una bugia. Perciò ho deciso di non concedere i diritti e le carte sono rimaste di mia proprietà. La bellezza, nella disperazione di aver perso un’occasione a quarant’anni, si è manifestata nella scrittura. Tutte le carte le ho realizzate ispirandomi a persone realmente conosciute, esse si sono incastrate in un racconto formatosi nella mia mente quando le dipingevo, pertanto non è stato difficile  completare i primi due libri.
Quanti libri hai scritto e quale genere tratti?

Tanti personaggi comportano una storia importante, pertanto ho deciso di distribuire la trama in tre libri, due dei quali già scritti e il terzo in stesura. Il primo l’ho scritto e gli ho dato il titolo “X Segreto”.
Derivando dal settore marketing mi è stato facile studiare le persone, ho creato personaggi attuali, personaggi di ogni età e ceto sociale. Racconto della vita e della società attuale attraverso un vestito fantasy, dove orchi, elfi, umani, gnomi e altre creature vivono in un unico ambiente e la bontà o la cattiveria non è data dalla natura, ma dalla propria indole come avviene nella vita reale.
Ci parli dei tuoi romanzi?

La genesi del libro è la vita stessa e le esperienze che ho acquisito. Ma se vogliamo posso indicarvi una data precisa: il 24 maggio 2015 sul ponte del Diavolo mentre osservavo la natura.

Tu sei un esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alla spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Come detto precedentemente, sono uno dei fortunati che è riuscito a farsi leggere da un editore, ma se devo essere sincero credo sia indispensabile, per aspirare al successo, entrambe le alternative. L’autopubblicazione è una realtà attuale, ma a mio parere l’ultima spiaggia. Purtroppo sappiamo tutti come funziona in Italia, il mondo dell’arte (pittura, musica, scrittura …) in generale è in mano a pochi e questi pochi la gestiscono a seconda del vento, delle amicizie, della casualità, del ritorno economico, spesso escludendo la qualità. Mi sono affacciato al mondo della scrittura cercando di comprendere questa realtà confrontandomi con quella di altri paesi, Inghilterra e Stati Uniti per esempio. I libri in questi stati sono la base della cultura, del cinema, dell’illustrazione, del teatro, dell’arte, dei college, degli attori ecc., perché vige
un metodo diverso che sostiene una economia enorme, forse paragonabile al business del nostro calcio. La realtà attuale porta a dover darsi da fare, è impensabile creare un’opera e al termine pensare che si venda da sola, inoltre bisogna considerare se il creatore ha le possibilità economiche oppure no. Nel primo caso l’unica cosa che può fermare il successo è la poca qualità, nel secondo caso il vile denaro. Io ho preferito considerare una terza soluzione, crearmi l’opportunità. Arrivare ad un editore attraverso social, contatti, perseveranza e testa dura; una volta pubblicato approfondire il marketing, studiare campagne promozionali, leggere libri di comunicazione, creare eventi per sensibilizzare il pubblico, studiare, e non perdere mai di vista l’obiettivo.
Progetti futuri? Grazie per essere stato dei nostri e a presto!!!

Progetti futuri sono ben impressi nella mia lista mentale: vendere molte copie di “X Segreto” in modo da poter suscitare l’interesse di realtà editoriali e commerciali non solo italiane, pubblicare il secondo libro, pubblicare il gioco di carte e di ruolo le cui immagini sono già presenti nel web, pubblicare il terzo e conclusivo romanzo e i 20 racconti già abbozzati, che parlano dei venti personaggi protagonisti.
Per questa risposta mi sono soffermato su parole legate al mondo dell’editoria, ma di certo non tralascio la pittura, la scultura e l’espansione del movimento GoArtfactory che oggi conta circa 650 artisti che seguono queste mie idee condivise con il co-fondatore Giorgio Bologne.

Pagina ufficiale di Osvaldo Neirotti

https://www.facebook.com/Osvaldo-Neirotti-182588062469423/

https://www.edizioniilviandante.it/libri-autori/x-segreto/

come contattare l’autore

osvaldo.neirotti@gmail.com

“Egli si trova tra due mondi, il presente di una piccola realtà piemontese fatta di famiglia, società e l’immaginario dei racconti che spesso aiutano a scoprire verità, ma anche a nascondersi. Etrar è il mondo raccontato, l’altra faccia di noi stessi; ospita personaggi fantastici che traggono origine da miti e leggende della nostra storia. Si racconta di maschere che influenzano la vita di venti amici, una ribellione da se stessi, un racconto che parla al lettore di come trovare le proprie verità. Spesso basta un piccolo sussulto, un attimo, un battito di ali per cambiare.
Solo scopre che è rinchiuso in una prigione, scappa, corre e si nasconde; sta per uccidersi quando trova l’amicizia di un drago. Inizia a credere che al di fuori dei propri pensieri c’è una vita…”  

 

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L’ONDA SACRA DEI SOGNI

Come si scrive un bestseller?

Convention  #SUGARCON17  Sugarpulp17 21- 24 settembre 2017 Padova/Rovigo
#speeddate @matteostrukul – 

 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10156295195554947&id=38993124946

sugarpulp17

Di primo acchito il pensiero è stato: “Perdete ogni speranza voi che entrate” nel mondo dell’editoria. E concedetemi la famosa citazione. 

Poi mi son detta che NO!

Non permettiamo a nessuno di rubarci i sogni. 

Ecco! Quindi galoppiamo decisi l’onda sacra dei sogni.

Però una scappatella nella selva oscura la facciamo lo stesso perché è proprio lì che fornicano i “guru” dell’editoria.

Alla convention  #SUGARCON17 offerta da Sugarpulp17 #speeddate @matteostrukul, nella mattina di domenica 24 settembre a Arquà Polesine sono stati intervistati due editor: Alessandra Penna (NewtonCompton) e Fabrizio Cocco (Longanesi).

Il moderatore ha posto loro la terribile domanda:

-Come si scrive un bestseller?-

Ma, mi chiedo: davvero esiste una risposta a questa domanda?

I due   m a l c a p i t a t i  hanno anche provato a rispondere. Più che altro: hanno dovuto. Erano lì, col microfono in mano, in una stanza piena di gente che voleva sapere. Forse, o forse voleva sentirsi dire che a scrivere sto agognato capolavoro ce la possono fare. E chi lo sa? Tant’è che i due editor hanno cercato di dare delle indicazioni portando qualche esempio, ripescando tra passate esperienze e casi editoriali dell’ultimo periodo. Ma in questo tipo di discussioni le contraddizioni si sgambettano e lo sgambetto si divertono a farlo soprattutto a chi ci crede troppo.

Una verità che non teme smentite è che ogni discussione sull’editoria finisce col perdersi in un dedalo di non regole. Sembra che la ricetta per sfornare “IL Romanzo” non la conosca nessuno.

Men che meno gli editor e i consulenti editoriali che si trovano schiacciati tra scrittori e editori come tanti cuscinetti vertebrali.

È successo, succede e succederà che l’editor non colga l’Xfactor nascosto tra le righe di un’opera perdendo l’occasione di schedare il libro rivelazione dell’anno. Errori di questo bruciano parecchio e fanno anche più male di una ernia. Comunque, ernie da sfiancamento per l’eccessivo carico di lavoro sono comprensibili e, nel corso di una carriera da editor saranno molti a portarsi il rammarico di non aver capito di aver avuto per le mani il libro che poteva segnare la tanto ambita svolta letteraria.  Non lo ammetteranno mai, infatti anche gli intervistati hanno giustificato la distrazione con motivazioni a loro non imputabili, spesso attribuendo il rifiuto alle linee editoriali della casa editrice per cui lavorano, oppure alla richiesta di mercato.

Io diventerò impopolare e gli editori/consulenti editoriali mi lanceranno sguardi di sdegno e disprezzo, ma penso che se un libro è Il Libro, diciamolo, non c’è scusa che tenga. L’editor che se lo lascia scappare è solo un editor che ha sbagliato e non ha capito.

Quindi che dire? La componente Fortuna in certi ambienti può fare la differenza, come pure la simpatia e la notorietà.

L’autore esordiente ha voglia di leggere Hemingway,  Calvino, Dostoevskij, Pennac, Pasolini, Dario Fo… per prepararsi a scrivere la sua opera,  perché, in certi casi,  anche se scrivesse come Manzoni e proponesse un Promessi Sposi moderno, nessuna casa editrice oggi lo pubblicherebbe. Oggi.

Quindi, a detta dei guru dell’editoria, nessuno ha colpa se vengono pubblicate ciofeche e invece potenziali best sellers rimangono a marcire nei cassetti: perché non è colpa dell’autore sconosciuto che si è consumato i polpastrelli sui tasti. Non è colpa della CE che deve pubblicare per vendere e mantenere in attivo il bilancio. Non è colpa dell’editor che segue le istruzioni della CE per cui lavora e annaspa tra montagne di manoscritti. Non è colpa del pubblico leggente che alla fine compra e legge ciò che gli propongono.

E allora a chi diamo la colpa?

Al fato.

Ma se l’ordine degli eventi non è modificabile nulla impedisce all’autore esordiente di continuare a scrivere e migliorare e scrivere e migliorare e scrivere…

A questo punto, e arriviamo al punto, viene spontaneo chiedersi: quanti sono i romanzi belli, bellissimi, che giacciono sotto pile di ciofeche? E soprattutto: quanti sono i mittenti/scrittori scoraggiati dai rifiuti che ripongono i sogni nel cassetto per poi dimenticarli?

Le delusioni sono sogni insoddisfatti. Non lasciamo morire i sogni, non soffochiamoli, facciamoli vivere, crescere, esplodere.

Direte voi: è una selezione naturale, ci sono troppi scrittori. Troppa gente scrive non si può pubblicare tutto.

Certo. Nessuna obbiezione.

Ma c’è l’onda dei sogni, l’onda sacra che bisogna cavalcare finché vita c’è per non morire dentro.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10156295195554947&id=38993124946

 

 

PERFETTAMENTE IMPERFETTO (della serie: certe notti sarebbe meglio dormire)

E se fosse la spasmodica ricerca della perfezione a renderci intolleranti al vero?

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“la perfezione non esiste” C’è sempre qualcuno a ricordarcelo. E se la perfezione fosse proprio l’imperfezione?

-Stato, qualità di ciò che è eccellente, esente da difetti, non suscettibile di miglioramenti- (Treccani)

Quindi?

Ciò che mi piace è eccellente. Ciò che mi soddisfa non ha bisogno di miglioramenti e, audite audite: ciò che mi attrae non è esente da difetti.

Ergo: l’imperfetto è perfetto.

C’è la “solita corrente di pensiero” che sancisce che cosa, chi, come devono essere le cose per piacere a un maggior numero di persone. E otteniamo i canoni: – criterio o regola di scelta che deve servire per la conquista o la dimostrazione della verità. Elenco di opere o di autori proposti come norma, come modello …, e quindi elenco in genere-  (Treccani. Continuo a prendere da lì solo perché è aperto già il dizionario, non perché è la regola e nemmeno perché è perfetto, neanche perché detta i canoni).

Se sei nei canoni allora sei perfetto.

Se rispetti le regole allora sei perfetto.

Se sei privo di ombre e macchie allora sei perfetto.

Insomma se sei banale, noioso e invisibile, sei perfetto.

A questo punto io rilancio: “Il troppo stroppia”.

E sì signori miei. Questa è la mia verità. Certe bozze sono più interessati dell’opera compiuta. La vera essenza di certi autori arriva senza i filtri dettati dai canoni. E ora dirò una cosa che mi renderà molto impopolare: votarsi a uno stile, rientrare nei canoni, rispettare le regole rende un’opera noiosa, banale e invisibile e quindi perfetta o imperfetta?

E ora mi do il colpo di grazia: diventare perfetti scrittori, vantare diplomi conseguiti a suon di corsi ripetuti alla ricerca di un titolo legittimamente conseguito, conferisce il potere di scrivere l’opera perfetta oppure rischia di incanalare il flusso creativo nei canoni, regole, e appiattimento della banalità?

Questo volevo dire e ho detto, e vaffanculo a chi mi vuole perfetta.

La verità rende liberi, sempre.

La perfezione?, e  chi lo sa?

Monica Bauletti

la solitudine è uno stato mentale e non una situazione di fatto

Un giorno un’amica mi disse che la solitudine non esiste. Che è solo uno “stato mentale non una situazione di fatto”. Da allora mi frulla in mente questa cosa e ogni volta che mi sento sola ripenso alle sue parole. Oggi ho voluto approfondire questo concetto e ho trovato un bellissimo brano che propongo a tutte le anime solitarie che sole non saranno mai.

solitudine

la solitudine è uno stato mentale e non una situazione di fatto

di Riccardo Bandini

http://www.poetipoesia.info/la-solitudine-e-uno-stato-mentale-e-non-una-situazione-di-fatto/

La solitudine è uno stato mentale e non una situazione di fatto
Non si è soli se non si trova nessuno fisicamente vicino
Ma se non si trova nessuno con cui condividere un pensiero
Che può durare un tempo indefinito
Da qualche attimo
Ad infiniti istanti

Si è soli se i nostri pensieri restano
Nella nostra mente e li si spengono
Senza che nessuno li senta

Si è soli quando si ha desiderio di dire
E nessuno è li pronto a sentirti

Mentre la neve si posa
Bianca e nera sul tetto della mia macchina
I bagliori perlacei
Ti investono nella luce dei tuoi anabbaglianti
E ti vedi dentro un cielo di stelle
E asteroidi
Che in silenzio attraversano il tuo spazio
E sei veloce nell’attraversarli
E più veloce corre il tuo pensiero
Dietro alle perle che sfuggono
Dietro di te

Mentre bevi un wiskey
E senti musica
Fuori corre il tempo
Ed imbianca il tutto come i tuoi capelli
E tu sei sospeso tra i fiocchi di neve

La stufa illumina le tue stanze
A tratti e piccoli bagliori rossi ed aranci
E pensi che il tuo tempo non è sincrono con il tuo pensiero
Con il tuo desiderio

Non sai se sei vecchio o giovane
Quanto dura la tua vita
Quanto è lungo il percorso

Ma fuori di te il tutto ti cataloga
E ti giudica
Per i tuoi capelli bianchi e il tuo sguardo
Lungo e distaccato
Come la memoria dei tuoi ricordi
Delle tue emozioni consumate nel tempo
E posate ad una ad una sulla tua pelle
Come la neve che cade
E goccia dopo goccia
Fa bianca la strada che stai percorrendo

Un blues suona la sua chitarra
Ma non sei nella storia che suona e canta
E sei nella storia che suona e canta

Allora bevi un altro sorso del wiskey
Che sul tavolino aspetta
Gli amori che non riesci a collocare
Che giacciono nel letto dei tuoi sogni
Ed aspetti che i minuti si accavallino
Fino a sentirti disfatto

E non sai chi sei
Saluti gli amici
Le amiche
Senti sfuggire dalle dita
Un qualche cosa che non
Sai cosa è ma che ti disturba

E premi una tastiera in cerca di conferme
Che non possono arrivare da lei
Ma tramite lei
Ti aggrappi alla tua solitudine e corri nel
Funky che ora rimbomba nei tuoi orecchi

Ma sei neve e ti scioglierai come lei
Al primo calore
Tornando alla terra
Sulla terra
Pronto a volare ancora

Perché in fondo
Tu sai che tutto questo è falso
È un mito che ti sei creato
Ma non esiste
Come non esiste ne lei ne lei ne lui

20 gennaio 2013