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NELLA BIBLIOTECA DI LETTERANDO

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Libro Vecchio (Prima pubblicazione 1938) I quarantanove racconti di Ernest Hemingway
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Libro nuovo (2015) Favole del morire di Giulio Mozzi

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Libro Vecchio (Prima pubblicazione 1869) GUERRA E PACE  di Lev Tolstoj

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e Libro nuovo (2003) NAPOLEONEONE La voce del destino – Il sole di Austerlitz DI MAX GALLO

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Libro Vecchio (1961)    DAI, MARZOLINA!  di BERTHE BERNAGE

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e Libro nuovo  (2012) Storia dell’Immondizia di Mirco Maselli

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Libro Vecchio (1960)   LA NOIA  di Alberto Moravia

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e Libro nuovo  (2007) RABBIA di Chuck Palahniuk

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Libro Vecchio (1961)   UN CUORE ARIDO di Carlo Cassola

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e Libro nuovo  (2015) SIRENA di Barbara Garlaschelli

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Libro Vecchio (in prima pubblicazione nel 1956) Angelica di Anne e Serge Golon

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Libro nuovo – 2015 L’amica più preziosa di Monica Bauletti

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Libro Vecchio (in prima pubblicazione nel 1958) Il Gatto0pardo di Tomasi di Lampedusa

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Libro nuovo – 2015 Il cuore aspro del

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Libro Vecchio (in prima pubblicazione nel 1922) Siddharta di Hermann Hesse

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Libro nuovo – 2013 L’OCEANO NEL POZZO di Nino Famà

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Dalla coltura alla cultura. L’autore di oggi è ENRICO GROSSI

grossiCari amici di Letterando oggi vi presentiamo Enrico Grossi di Luzzara in provincia di Reggio Emilia che ora vive a Suzzara in provincia di Mantova.
Il nostro amico Enrico è un operatore agrario e, scusate la battuta ma non posso resistere, nel suo caso devo proprio dire: dalla coltura alla cultura! Ok, battuta scontata, ma pur sempre veritiera.
Enrico si occupa di giardinaggio, che è la sua qualifica, ma anche di molto altro infatti l’ospite di oggi è un personaggio dai mille talenti, nella sua biografia Enrico elenca tutto ciò:

Enrico: Scrittura come Hobby. Scrivo racconti dall’età di 15 anni. Mi sono cimentato anche nell’horror e Giallo. Svolgo l’attività di giornalista Free Lance con alcuni siti di cronaca locale, scrivo articoli di cronaca della zona di Suzzara MN, sport avvenimenti culturali e altro. Sono in possesso inoltre vari attestati di corsi di uso di computer e sono un autodidatta dell’assemblaggio di scripts in html e costruzione di siti web.

Tra tutte queste attività Enrico predilige la scrittura ed è a quella che aspira, ma si sa bisogna pur vivere e siccome al giorno d’oggi chi “scrive non mangia” il lavoro che sostiene è sempre un altro, vero Enrico?

Endico: Guadagni sulle attività sopracitate nulla infatti, lavoro come giardiniere con tosa erba taglia legna e altro, tra sterpaglie e segatura volante mi vengono della idee che poi metto nei file, un po’ come un ragazzo americano degli anni 70-80 che abitava a Caslte rock, posto non certo entusiasmante penso, come la bassa padana dove abito. Come diceva Guareschi, in riva al Po è un mondo a parte in estate ci sono 30 gradi e umidità al 120% frotte di Zanzare che sembrano aviogetti e oggi anche nutrie a volontà che rosicchiano gli argini, in inverno una nebbia tanto fitta che ci appoggi la bicicletta contro e resta in piedi.
Qua nessuno viene in vacanza anzi se si può si fugge. Per scrivere però di soggetti ce ne sono parecchi.

Bene, ed è di quello che ha bisogno uno scrittore, no? Che se ne fa di un’isola tropicale, mare limpido, sole splendente, e turisti che non fanno niente dalla mattina alla sera se non pensare a divertirsi? Scherzi a parte, chi scrive sta bene ovunque perché non è mai fermo da nessuna parte, la sua mente è sempre in viaggio. Quindi Enrico tu scrivi per evadere dalla realtà oppure perché la realtà in cui vivi ti offre sempre stimoli nuovi?

racconti grossiEnrico: Perché scrivo? Dirlo e piuttosto complicato. Non so se scrivo per altri che mi leggono o per me, eterno dubbio di chi scrive. In ogni modo non riesco a stare lontano dal testo scritto da quando avevo dodici anni.
Scrivevo piccoli racconti di fantascienza e gialli sui quaderni. Inizialmente erano ispirati ai telefilm come UFO o dai Gialli, uno su tutti: “Lungo il Fiume Sull’ Acqua”, “l’America di Nero Wolfe di Buazzelli” Poi dalle infinite letture in biblioteca pubblica, la mia seconda casa. Sono passato dalla scrittura a mano alle Olivetti e poi al Computer.
Un altro incentivo è stato lo sport. Da quando mi occupo di hockey pista, da dirigente, scrivo gli articoli sulle partite per i giornali on line. Scrivo articoli anche sulle partite di calcio per la cronaca locale, questo ha tenuto accesa in me la fiamma pilota della scrittura. Le idee mi circondano, non le cerco, arrivano da sole. Un paesaggio, una persona che compie un gesto, un fatto di cronaca, un mix che riempie il foglio bianco di word. Oggi sono nella parte discendente della vita però scrivere mi allontana l’ossessione del tempo che corre. Ogni giorno, mi alzo bevo un latte caldo accendo il personal computer e scrivo, lo faccio e basta. Oltre che per il magazine web, scrivo dei racconti. Ho scritto un romanzo, spero che qualcuno lo legga.

Te lo auguriamo anche noi caro Enrico, la scrittura è un vizio sano che non si deve perdere ma si deve coltivare e come tutti i vizi per prima cosa deve produrre soddisfazione sennò che vizio è?, se poi rende ricchi e famosi tanto meglio!

Con questa storia di vita da scrittore, cari amici di Letterando, noi vi diamo appuntamento al prossimo mercoledì, Alto scrittore, altra avventura. Buona settimana a tutti

Grazie Enrico per averci parlato di te e davvero tanti auguri per tutto.

Lezione n. 3: non commettere atti sgrammaticati.

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di Coralba Capuani

Lo so, sembrerà banale, ma una delle prime regole da conoscere affinché ci si possa avvicinare alla scrittura è l’ottima conoscenza delle regole sintattiche, grammaticali e ortografiche della lingua che stiamo utilizzando.

Se vi state chiedendo il significato dei tre termini succitati posso già dirvi che partite male, molto male, ma fingiamo che la vostra dimenticanza sia momentanea, magari dovuta agli anni intercorsi tra il periodo degli studi e quello attuale, e vediamo di offrirvi una rinfrescata alla vostra stantia memoria.

La sintassi, come recita il dizionario Devoto Oli, è lo studio delle funzioni proprie della struttura della frase. Sorvoliamo sul fatto che essa si completi con la morfologia e la lessicologia e diciamo solo che in una frase del tipo: «I genitori sono affezionati ai figli», «I genitori» rappresentano il soggetto, «sono affezionati» il predicato nominale e «ai figli»  il sintagma della direzione.

E voi direte, e chissene… E no, cari miei, tutto ciò serve a conoscere il «materiale» con il quale avete a che fare e, quindi, a farne buon uso.

La grammatica, questa sconosciuta.

Forse starete pensando ma io ho studiato mica sono un’ignorante!

E qui casca l’asino invece. Soprattutto se l’ignorante in questione è di sesso maschile.

No, non c’entra nulla l’essere femminista o meno, ma si tratta di una semplice regoletta. L’articolo indeterminativo maschile  è un (troncamento di uno), perciò senza apostrofo, ben diverso invece se l’ignorante è una “ignorantessa”, lì sì che una, perdendo la vocale, vuole l’apostrofo.

Questo è solo uno degli errori più comuni che si commettono, ma c’è anche chi riesce a fare di peggio. A questa categoria appartengono sicuramente  i “verbicidi”: i serial killer dei verbi.

Anche se alcuni all’apparenza potrebbero fare un po’ tenerezza, spesso si ispirano (involontariamente) a Sbirulino o a Fantozzi, non bisogna mai prenderli sottogamba. Sempre gentili, con i loro vadi, venghi, dichi pure, non si vergogni, sarebbero capaci di stendevi con un se io avrei a tradimento quando meno ve lo aspettate.

Tra i simpatici affondatori della lingua italica, invece, annovererei gli «scambisti», quelli cioè che confondono ricciole per lucerne, quelli capaci di servire al proprio fidanzato una bella portata di mastice, quelli che si spaventano quando sentono passare un’ambulanza che fila a sirene spietate, quelli che fanno sempre le analisi del sangue per controllare il livello dei tricicli e così via.

E sapete che c’è? Siccome l’articolo si sta dilungando e le cose da dire sono ancora tante, per ora mi fermo qui, dandovi appuntamento alla prossima per il proseguo.