Intervista a Osvaldo Neirotti

Ciao Osvaldo, benvenuto sul blog di Letterando.

Per prima cosa una curiosità: come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Ciao, innanzitutto grazie della bella opportunità. Oggi, infatti, nel calderone della comunicazione, farsi conoscere non è mica semplice!
Vi ho conosciuto tramite un amico scrittore che un anno fa, circa, aveva raccontato la sua storia tramite la vostra “rubrica”.
Presentati ai nostri lettori, chi sei e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittore?

Mi chiamo Osvaldo Neirotti e sono alla mia prima pubblicazione. Sono tra quei “fortunati” che sono riusciti a raggiungere il cuore di un editore (Il Viandante). Gli ho inviato il progetto del Libro e del Gioco e il manoscritto “X Segreto”, lo ha apprezzato e da poco è stato presentato al Salone del libro 2018 di Torino.

Sono sposato, ho una bellissima figlia di undici anni, e contribuisco all’economia famigliare con un modesto lavoro part-time, trovato grazie ad un amico dopo che ho perso il lavoro. In realtà l’ho lasciato perché hanno smesso di pagarmi…
Quando non scrivo dipingo, scolpisco e gestisco un movimento artistico concernente tutte la arti. Sono co-fondatore di GoArtFactory, un movimento che, come mission, ha l’obiettivo di portare l’arte alla gente, di ogni forma e natura.
Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

Ho sempre scritto per me: aforismi, brevi racconti e qualche storia. La perdita del lavoro retribuito mi ha indirizzato verso nuove strade e ricerche, al punto che tra i vari e molteplici inutili annunci (uno è emerso in un anonimo giornale) me ne è saltato all’occhio uno in particolare. Nell’annuncio si cercava un disegnatore per realizzare un gioco di carte online e da subito mi è parso interessante, così ho creato circa 150 carte da gioco.
Tutto bellissimo tanto da sembrare un sogno fino a quando, però, il compenso è franato in una bugia. Perciò ho deciso di non concedere i diritti e le carte sono rimaste di mia proprietà. La bellezza, nella disperazione di aver perso un’occasione a quarant’anni, si è manifestata nella scrittura. Tutte le carte le ho realizzate ispirandomi a persone realmente conosciute, esse si sono incastrate in un racconto formatosi nella mia mente quando le dipingevo, pertanto non è stato difficile  completare i primi due libri.
Quanti libri hai scritto e quale genere tratti?

Tanti personaggi comportano una storia importante, pertanto ho deciso di distribuire la trama in tre libri, due dei quali già scritti e il terzo in stesura. Il primo l’ho scritto e gli ho dato il titolo “X Segreto”.
Derivando dal settore marketing mi è stato facile studiare le persone, ho creato personaggi attuali, personaggi di ogni età e ceto sociale. Racconto della vita e della società attuale attraverso un vestito fantasy, dove orchi, elfi, umani, gnomi e altre creature vivono in un unico ambiente e la bontà o la cattiveria non è data dalla natura, ma dalla propria indole come avviene nella vita reale.
Ci parli dei tuoi romanzi?

La genesi del libro è la vita stessa e le esperienze che ho acquisito. Ma se vogliamo posso indicarvi una data precisa: il 24 maggio 2015 sul ponte del Diavolo mentre osservavo la natura.

Tu sei un esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alla spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Come detto precedentemente, sono uno dei fortunati che è riuscito a farsi leggere da un editore, ma se devo essere sincero credo sia indispensabile, per aspirare al successo, entrambe le alternative. L’autopubblicazione è una realtà attuale, ma a mio parere l’ultima spiaggia. Purtroppo sappiamo tutti come funziona in Italia, il mondo dell’arte (pittura, musica, scrittura …) in generale è in mano a pochi e questi pochi la gestiscono a seconda del vento, delle amicizie, della casualità, del ritorno economico, spesso escludendo la qualità. Mi sono affacciato al mondo della scrittura cercando di comprendere questa realtà confrontandomi con quella di altri paesi, Inghilterra e Stati Uniti per esempio. I libri in questi stati sono la base della cultura, del cinema, dell’illustrazione, del teatro, dell’arte, dei college, degli attori ecc., perché vige
un metodo diverso che sostiene una economia enorme, forse paragonabile al business del nostro calcio. La realtà attuale porta a dover darsi da fare, è impensabile creare un’opera e al termine pensare che si venda da sola, inoltre bisogna considerare se il creatore ha le possibilità economiche oppure no. Nel primo caso l’unica cosa che può fermare il successo è la poca qualità, nel secondo caso il vile denaro. Io ho preferito considerare una terza soluzione, crearmi l’opportunità. Arrivare ad un editore attraverso social, contatti, perseveranza e testa dura; una volta pubblicato approfondire il marketing, studiare campagne promozionali, leggere libri di comunicazione, creare eventi per sensibilizzare il pubblico, studiare, e non perdere mai di vista l’obiettivo.
Progetti futuri? Grazie per essere stato dei nostri e a presto!!!

Progetti futuri sono ben impressi nella mia lista mentale: vendere molte copie di “X Segreto” in modo da poter suscitare l’interesse di realtà editoriali e commerciali non solo italiane, pubblicare il secondo libro, pubblicare il gioco di carte e di ruolo le cui immagini sono già presenti nel web, pubblicare il terzo e conclusivo romanzo e i 20 racconti già abbozzati, che parlano dei venti personaggi protagonisti.
Per questa risposta mi sono soffermato su parole legate al mondo dell’editoria, ma di certo non tralascio la pittura, la scultura e l’espansione del movimento GoArtfactory che oggi conta circa 650 artisti che seguono queste mie idee condivise con il co-fondatore Giorgio Bologne.

Pagina ufficiale di Osvaldo Neirotti

https://www.facebook.com/Osvaldo-Neirotti-182588062469423/

https://www.edizioniilviandante.it/libri-autori/x-segreto/

come contattare l’autore

osvaldo.neirotti@gmail.com

“Egli si trova tra due mondi, il presente di una piccola realtà piemontese fatta di famiglia, società e l’immaginario dei racconti che spesso aiutano a scoprire verità, ma anche a nascondersi. Etrar è il mondo raccontato, l’altra faccia di noi stessi; ospita personaggi fantastici che traggono origine da miti e leggende della nostra storia. Si racconta di maschere che influenzano la vita di venti amici, una ribellione da se stessi, un racconto che parla al lettore di come trovare le proprie verità. Spesso basta un piccolo sussulto, un attimo, un battito di ali per cambiare.
Solo scopre che è rinchiuso in una prigione, scappa, corre e si nasconde; sta per uccidersi quando trova l’amicizia di un drago. Inizia a credere che al di fuori dei propri pensieri c’è una vita…”  

 

L’arcobaleno torna ai bambini

 

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Ciao e benvenuta sul blog di Letterando, per prima cosa una curiosità, come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Ciao grazie per la possibilità che mi state dando, girando per il web, per farmi conoscere come blogger e illustratrice mi sono incuriosita al vostro sito e vi ho contattato. È stata una pura casualità.

Presentati ai nostri lettori, chi è Mariangela e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittrice?

Mi chiamo Mariangela Caccia e sono un’illustratrice e una blogger, scrivo su un sito di cinema e mi occupo della parte kids, faccio recensioni e cerco di dare consigli ai genitori, visto che sono anch’io una mamma di una bambina di 6 anni di nome Nicole.

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Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

È stata una passione accantonata e poi recuperata, mi è sempre piaciuto scrivere per i bambini e raccontare storie, ho messo insieme il mio lavoro di blogger e di illustratrice e ho creato un libro App per bambini con il titolo “La Famiglia Arcobaleno”, anni fa tenevo una rubrica sempre per bambini sul giornale “La Cronaca di Piacenza”.

Come mai questo titolo singolare per un libro dedicato ai bambini? Sai con i tempi che corrono quando si parla di “arcobaleno“ si pensa a un unico argomento. Io stessa sono caduta in errore prima di dare una sbirciata al link d’acquisto del tuo libro 😀 (che trovate qui: https://itunes.apple.com/it/book/la-famiglia-arcobaleno/id1049110105?mt=11&ign-mpt=uo%3D4)

Sì, hai ragione, quando parliamo di famiglia  arcobaleno ci vengono in mente le famiglie con coppie omosessuali. Io per il libro non mi sono basata su questo argomento, ho semplicemente creato una famiglia allegra con voglia di fare e insegnare ai bambini i numeri le lettere i colori e tanto altro in modo efficace ma semplice, perciò ho pensato a colori allegri e solari, tutto qui.

Quanti libri hai scritto e quale genere tratti?

Scrivo libri per bambini, con delle parti interattive per aggiungere alla lettura il divertimento del gioco, della curiosità e della scoperta. Un altro libro scritto che uscirà a breve è sulla paura del buio e come aiutare i bambini a superarla. Mi piace molto il mondo dei bambini, perché mi da la possibilità di viaggiare con la fantasia e far uscire la bambina che c’è in me. Ho sempre scritto per bambini, all’inizio, creando storie su misura per il bambino stesso, dove lui o lei diventavano i protagonisti della storia stessa. Poi con l’evolversi anche della tecnologia ho provato a creare dei libri interattivi unendo l’utile al dilettevole. “La famiglia Arcobaleno” è un libro interattivo arricchito da magiche animazioni. La storia, emozionante, accompagna il bambino in un viaggio alla scoperta dei colori, dei numeri, delle lettere, delle note musicali, stimolando la fantasia e incoraggiando la creatività. Attraverso il gioco i bambini impareranno a conoscere ciò che li circonda. Potranno, con un semplice tocco, fare magie e giocare con mamma e papà, far suonare la sveglia dormigliona ed imparare i numeri, svegliare le tazze ballerine con i biscotti che si tuffano nel latte, mentre il treno fa ciuf, ciuf; guardare il coniglio salterino mentre tenta di mangiare la signora carota, e scoprire come corre il signor bruco giù per la collina, fino a far scappare il signore del buio.

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Tu sei un’esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alla spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Ho avuto tutte e due le esperienze, il primo libro “Nily vince la paura del buio”, scritto con una psicologa dell’infanzia, è stato pubblicato da una casa editrice, ma purtroppo l’esperienza non ha avuto esiti positivi, forse perché la casa editrice stessa non era specializzata per la fascia kids.

Con il libro “La famiglia Arcobaleno” invece abbiamo deciso per l’autopubblicazione, e sembra che il tutto stia procedendo nel migliore dei modi. Anche se non è stato facile perché il mondo web è pieno di libri gratuiti e non per bambini.

Progetti futuri?

Tra i progetti futuri ho due libri nel cassetto, due testi che sto scrivendo con una professionista del mestiere (logopedista) per aiutare i bambini con difficoltà di linguaggio e avvicinare i più piccoli alla lettura con molta semplicità. Un altro libro è invece sempre sulla paura del buio e come cercare di risolverla con delle strategie abbinate alla storia.

Grazie per essere stato dei nostri e a presto!!!

Dove seguire Mariangela http://kids.screenweek.it/

 

 

 

Lo spirito investigativo di Roberto Blandino

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Ciao e benvenuto/a sul blog di Letterando, per prima cosa una curiosità, come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Vi ho conosciuti attraverso i social network e in un certo senso il destino ha voluto che le nostre strade si incrociassero…

Presentati ai nostri lettori, chi è Roberto Blandino e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittore?

Mi chiamo Roberto Blandino, 43 anni, torinese, vivo e lavoro a Biella. Una figlia di 4 anni. Passione per la scrittura da sempre, ma ho cominciato per gioco qualche anno fa. Insomma, padre, marito, lavoratore e tante altre cose, come tutti. Scrivere è una delle molte passioni che coltivo, con tenacia e umiltà. Forse perché ne ho bisogno, come valvola di sfogo, nonostante il poco tempo a disposizione.

Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

Mi è sempre piaciuto scrivere. Una dote naturale che ho però abbandonato subito dopo gli studi, nonostante sia stato l’unico studente del mio istituto superiore ad avere 10 in componimento. Alcuni anni fa, causa le lunghe notti insonni per la nascita di mia figlia, si è risvegliata la passione e allora, di getto, ho scritto il mio primo libro.

Quanti libri hai scritto e quale genere tratti?

Ho scritto cinque romanzi e due saggi, uno sull’Astrologia e uno sull’esoterismo in genere.

Ci parli dei tuoi romanzi?

I miei romanzi raccontano le avventure e le indagini di un ex membro dei servizi segreti vaticani, Gabriel Delacroix, colpito da gravi crisi esistenziali dopo la tragica scomparsa della moglie. Archeologo e storico dell’arte, Gabriel ha un oscuro passato che viene via via narrato lungo il dipanarsi delle sue avventure.

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Nello specifico Lo Spirito del Male è l’episodio pilota di una serie di romanzi che ruotano intorno alle indagini di Gabriel Delacroix, ricercatore universitario ed ex agente del Servizio di Informazione del Vaticano, il SIV, di cui era uno dei pochissimi membri laici. Dopo la tragica scomparsa della moglie, Gabriel si è ritirato progressivamente a vita privata, dividendosi tra i suoi incarichi presso i Dipartimenti di Orientalistica e di Scienze antropologiche, storiche e archeologiche dell’Università di Torino e il ruolo di genitore. Abbandonato poco più che neonato alle porte del Matteo Ricci Institute di Macao, Gabriel viene adottato dal Padre Gesuita Antoine Delacroix, che gli dà il suo cognome e lo educa come suo successore alla guida del SIV, organizzazione nella quale Gabriel militerà poi per oltre venti anni. L’occasione di rimettersi in gioco si presenta sotto le vesti di suo cognato, il Colonnello dell’Arma Alessandro De Angelis, membro effettivo dell’AISI, il quale ha ricevuto l’incarico di fermare un misterioso assassino, che si è auto appellato come “Il Demiurgo”, che ha rapito due delle massime cariche dei Servizi Segreti italiani. Dopo aver inviato al Generale Andreis, Direttore dell’AISI, le prove dell’avvenuto assassinio di uno dei due funzionari rapiti, il Demiurgo minaccia l’uccisione del secondo entro le 48 ore successive, a meno che non gli vengano fornite le coordinate delle leggendarie Grotte Alchemiche di Torino. Il Colonnello De Angelis, coadiuvato da due colleghi statunitensi, il Maggiore Ted Newmar e il Tenente John Repetti, si rivolge quindi all’unico uomo che crede possa aiutarlo nella ricerca, suo cognato Gabriel, appunto. Gabriel si metterà quindi alla testa del gruppo per intraprendere una strenua ricerca attraverso i punti chiave della Torino esoterica, fino all’inaspettato confronto finale con il misterioso Demiurgo e le creature del buio che egli domina…

Tu sei un esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alla spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Anche io ho autopubblicato i miei romanzi, prima di cedere i diritti de Lo Spirito del Male a Leone Editore per 10 anni, l’ho autopubblicato con il titolo de Il maestro del buio e con un po’ di fortuna sono stato al primo posto di Amazon per dodici settimane consecutive, davanti a mostri sacri come King e Cooper. Dopo aver venduto migliaia di ebook le case editrici hanno cominciato a notarmi. Ho quindi firmato con Leone Editore.  Autopubblicare è una grande avventura, ma è anche un’arma a doppio taglio. In Italia il 57% degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. In Francia si legge 4 volte di più, per esempio. Tutti vogliono scrivere però. In pratica, vi sono quasi più aspiranti scrittori che lettori, e questo è singolare visto che il primo requisito per un aspirante scrittore è quello di essere un avido lettore… Ma l’editoria vera rimane quella cartacea, almeno in Italia, e non autopubblicata. Il self a mio modo di vedere le cose dovrebbe essere solo un punto di partenza, anche se pubblicare con una casa editrice, ancorché ben distribuita, richiede moltissimi sforzi ugualmente.

Progetti futuri?

Proseguire le avventure di Gabriel Delacroix ed espandere il suo mondo. Ho quasi ultimato la trama del quinto romanzo che lo vede protagonista anche se prima dovranno essere edite le sue precedenti avventure. In pratica posso lavorare con tranquillità.

Grazie per essere stato dei nostri e a presto!!!

Grazie a voi per l’attenzione.

Per seguire Roberto clicca qui

http://www.leoneeditore.it/catalogo/index.php?main_page=product_book_info&cPath=5&products_id=278

http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.recensionelibro.it%2Flo-spirito-del-male-roberto-blandino&h=RAQF4CZRL&s=1

 

 

 

 

Mauro Cesaretti: il videopoeta anconetano.

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Concludiamo l’anno presentandovi Mauro Cesaretti, un esordiente, a nostro avviso, molto originale. In un mondo che va di fretta e dove solo la parola “poesia” sembra un termine anacronistico che rimanda a un’atmosfera ottocentesca, non solo sceglie di essere poeta, ma, addirittura, per promuoversi si inventa una strana arte, la “Body Poetry” mescolando la parola scritta con la recitazione e il ballo creando una sorta di moderno videoclip poetico davvero accattivante. Perciò, cari amici di Letterando, quale modo migliore per finire il 2015 se non con un tocco di originalità? 😉

Per prima cosa vorrei che ti presentassi ai nostri lettori: chi è Mauro Cesaretti nella vita di tutti i giorni? Parlami di te, cosa fai, dove vivi, cosa ti piace fare oltre a scrivere poesie ecc.

Mauro Cesaretti è un ragazzo di 19 anni, trasferitosi a Milano per l’università, ma nato in Ancona. Principalmente la mia passione è scrivere, ma mi cimento in varie attività artistiche: dal pianoforte alla pittura passando anche per il cinema ed altre attività. Per me l’arte è una commistione di varie conoscenze e abilità e per comprenderla al meglio c’è bisogno di provare tutte le sue sfaccettature ed aprire gli orizzonti del proprio cuore.

Hai esordito giovanissimo e in un campo, quello poetico, da decenni rimasto un po’ ai margini. Come mai, quindi, la scelta della poesia?

In verità, non avrei mai pensato di affacciarmi nella poesia, perché tutto è nato per caso quando ero alle medie. Inizialmente non avevo nemmeno l’intenzione di proseguire in quel campo, né di raffinare la mia tecnica, poi ho deciso di utilizzare questa strada come esternazione dei miei sentimenti più profondi e come una “palestra di scrittura”, imparando ad esprimermi enfaticamente con poche parole.

 

A quale poeta ti ispiri e come definiresti il tuo stile poetico?

 

È una domanda che mi viene spesso chiesta, ma alla quale non rispondo. Inizialmente dicevo Dante e Leopardi, poi leggendo sempre di più mi rendo conto che ogni autore mi regala davvero tanto e quindi non esistono ispirazioni, perché io sono io e cerco di trovare il mio unico stile.

 

In questo mondo di libri mordi e fuggi, dove la letteratura si avvicina sempre più al modello fast food, secondo te quale può essere il ruolo della poesia? E, soprattutto, c’è ancora posto per la poesia nel mondo d’oggi?

 

La poesia è ovunque e anche se non si chiama più poesia, se viene chiamata con altri nomi, rimane sempre sotto gli occhi di tutti: dalle metafore convincenti delle campagne pubblicitarie alle frasi di canzoni famose o orazioni del politico di grido in piazza. Per seguire, invece, il discorso della velocità, non ho fatto come Marinetti che abolì aggettivi, avverbi ecc., io ho pensato di ridurre il numero di versi, un po’ sulla scia ungarettiana, creando una poesia istantanea e immaginifica che sia rapida da capire e facilmente imprimibile nella mente, ma con profondi significati celati dietro ad ogni parola o figura retorica.

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Hai iniziato a recitare con il Teatro Stabile delle Marche a sei anni, hai studiato pianoforte e canto e, nell’autunno nel 2013, dopo la pubblicazione il libro “Se è Vita, lo sarà per sempre” edito dalla Montag, hai iniziato un tour letterario in giro per l’Italia insieme al pianista/cantautore Alessandro Pellegrini. Come mai questo  interesse verso altre forme d’arte e per lo spettacolo in particolare?

Perché è il modo più diretto per arrivare al pubblico! Sento ogni giorno il bisogno di portare messaggi carichi di poesia e arte, e credo che dobbiamo smetterla di vedere lo scrittore come un essere isolato che non si fa vedere. Il contatto con le persone è fondamentale! Chi scrive dovrebbe seguire due principi: uno che è quello di dare l’opportunità alla gente di riflettere su temi profondi del loro vivere e l’altro di dilettare. Lo scrittore, se è tale, non dovrebbe che essere maieutico. Lo scrittore, prima di tutto, è un lavoro per il sociale.

 

Ho notato che ti dai molto da fare per promuoverti, in particolare, a mio avviso, utilizzi dei mezzi molto moderni, come la creazione di un canale specifico su youtube per divulgare il progetto della “Body Poetry” (che a me è piaciuta davvero molto). Come è nato il progetto?

 

Il progetto è nato nella mia prima presentazione come una sperimentazione, riutilizzando l’unione di danza-musica-poesia inventata dai greci circa duemila anni fa. Questo mi ha fatto pensare alle grandi potenzialità di un progetto del genere nella società di oggi e di come la poesia non si sia mai strettamente legata alla danza, disciplina artistica di raffinata bellezza. Da ciò, parte prima un’iniziativa youtube e poi la creazione di una nuova disciplina di danza. Tale attività è stata brevettata con tanto di logo nell’agosto 2014. A settembre 2015 abbiamo iniziato ad insegnarla, ma, a causa di una scarsa pubblicità, il corso si è concluso per mancanza di iscritti. Il progetto continua e a gennaio uscirà la Body Poetry Hip Hop e un’iniziativa di video poesia chiamata Istanti. Il nostro più grande sogno è quello di essere sostenuti dal direttore di qualche scuola di danza, per poter avviare un buon corso di Body Poetry.

 

Diversamente da quanto accade per la maggior parte di video postati su youtube, i tuoi video sono di qualità professionale, chi se ne occupa?

 

Io dirigo gran parte del lavoro, ma ogni ruolo è fondamentale dai cameramen, che permettono la realizzazione del clip, ai musicisti, soffermandoci ovviamente su ballerini e attori senza i quali non vi sarebbe l’azione. Contattare tutti, scegliere le scenografie, i messaggi principali da trasmettere e tante altre cose, non è facile, ma non mi arrendo mai perché voglio trasmettere un’opera di qualità.

 

Come è nata la collaborazione con Luca Marchetti, il ballerino che compare nei  video?

 

Eravamo nella stessa scuola, quando ho proposto a Luca Marchetti il progetto e lui entusiasta ha accettato. Certo, il video “Io e te”, fu la nostra puntata 0, poi come abbiamo visto l’interesse degli altri, allora ci siamo sbizzarriti e perfezionati studiando anche il nostro pubblico.

 

Il ricavato delle vendite dell’antologia “12° edizione Autori e amici di Marzia Carocci” è stato devoluto alla lega del Filo d’Oro, nell’agosto del 2014 hai partecipato a una serata di beneficenza in favore della Siria organizzata dall’associazione “Nati per amare insieme”, come mai questo filo che ti lega al mondo della solidarietà?

 

Credo che tutto ciò che ci viene dato, ogni abilità ed ogni conoscenza, debba essere trasmessa. Prima dei soldi, che permettono di perfezionare ovviamente determinate cose o investire su altri progetti, serve amare, amare il prossimo. La cultura ormai o è marketing o è solidarietà e quindi io spero sempre che le persone concedano ai miei progetti di andare avanti ogni qualvolta li incontrino, perché il mio fine ultimo è più grande, è quello della condivisione di frammenti di vita per un benessere di sapienza!

 

Nonostante la giovane età hai ricevuto molti prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e non solo, ti va di parlarcene?

 

Beh, più che “prestigiosi riconoscimenti”, per me sono soddisfazioni che mi fanno capire che sto inseguendo la strada giusta. Essere scelto per delle antologie, o essere chiamato tra i blasonati esperti in eventi in tutta Italia, oppure essere chiamato a fare delle critiche o ricevere regali da persone che mi stimano mi fa molto piacere e penso di essere riuscito a trasmettere i miei messaggi.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri, stai lavorando a qualcosa in particolare?

 

È uscito il secondo libro, “Se è Poesia, lo sarà per sempre”, ad ottobre, e lo sto già presentando in giro per l’Italia. cover 2

Usciranno, come detto prima, quelle due iniziative su Youtube a partire da Gennaio e ci saranno altre cose di cui però non voglio svelare niente. Per maggiori informazioni, per propormi iniziative, ecc. scrivetemi sui social (Facebook, Twitter e Linkedin) o sulla mia email poetacesaretti@gmail.com

Cliccando su questo link potrete vedere Fine della notte, una video-poesia di Mauro Cesaretti https://www.youtube.com/watch?v=xg5Kegf3LoA

Qui invece potrete scaricare il pdf e leggere la poesia Una notte priva di sensi Una-notte-priva-di-sensi.Mauro_Cesaretti

Angela Castiello ci accompagna per mano attraverso il “mondo del silenzio”

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Ciao e benvenuto/a sul blog di Letterando, per prima cosa una curiosità, come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Ciao e grazie a voi del blog per avermi accolta 🙂 Come vi ho trovato è stata una fortuna e un caso: ovunque si parli di libri, di nuove uscite, di consigli… ecco, io ci sono! Spulciando sul vostro blog e su facebook ho scoperto e riscoperto libri interessanti. Poi Coralba, un giorno, ha risposto gentilmente a un mio post e adesso eccomi qui 🙂

Presentati ai nostri lettori, chi è (nome e cognome) e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittore (scrittrice)?

Mi chiamo Angela Castiello, sono nata a Praia a Mare un paesino in provincia di Cosenza, ormai ben 34 anni fa. Leggo sin da quando ero bambina e uno dei miei sogni è sempre stato quello di scrivere. Non credendo, però, di esserne capace, mi sono totalmente buttata nella lettura, arrivando a leggere quasi un libro ogni due giorni. Approfitto di ogni momento libero per immergermi in storie e conoscere nuovi personaggi. Le mie passioni sono tre: la lettura (ovviamente, non potrei farne a meno), gli animali (innamoratissima del mio gatto ma di tutti gli animali) e la Lis, la Lingua dei Segni Italiana. Sto seguendo un corso per poter lavorare con i bambini sordi: questo vedo nel mio futuro.

Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

Come dicevo, ho sempre desiderato scrivere un libro ma allo stesso tempo non credevo di esserne capace. Poi un giorno è nato in me il desiderio (più forte, se possibile) di parlare della Lis, questo in seguito a un episodio successo: ero alla posta, in fila, e ho notato che a due sportelli dopo il mio un impiegato era in difficoltà perché non riusciva a capire di quale servizio avesse bisogno un signore che era sordo. Allora, spazientito, ha chiamato un suo collega per disfarsi di quel “problema”. Così, un po’ anche per rabbia, ho iniziato a raccontare una storia per far capire che non è impossibile approcciarsi una persona che non sente.

Quanti libri hai scritto e quale genere tratti?

Oltre a questo libro, ho scritto una piccola antologia divisa in quattro raccontini sul mondo animale, insieme a una mia carissima amica e autrice. Poi un altro libro che ancora non ho terminato, ma è quasi alla fine 🙂 Non so se lo pubblicherò.

Ci parli dei tuoi romanzi? (genesi, breve sinossi di un paio di righe e messaggio che volevi dare)

Le tue mani mi parlano d’amore è un romanzo rosa a tratti anche informativo sul mondo della sordità. cover castielloHo usato la storia d’amore per raccontare quanto a volte ci facciamo prendere dal timore di non saper affrontare una persona che solo apparentemente ci sembra “diversa” ma che di diverso non ha assolutamente nulla. Il protagonista, William, è un ragazzo che si porta dentro una sofferenza legata all’abbandono del padre, e più va avanti e più crede che la colpa della sua fuga sia dovuta a lui. Trova conforto nei suoi amici ma quando arriva la notte, il senso di solitudine lo attanaglia a tal punto da non voler passare il tempo chiuso fra le quattro mura di casa sua, così passa da una donna all’altra. Fino al giorno in cui incontra Tina, una dolcissima ragazza sorda, di cui si innamora perdutamente e la quale gli farà capire il valore del perdono e gli farà conoscere un nuovo modo di comunicare e ascoltare: con le mani e con gli occhi. Con questo libro, il messaggio è quello di invitare le persone a conoscere qualcosa di importante, a far sapere loro che quella che parlano i sordi è una vera LINGUA, al pari di tutte le altre. Invitarle, insomma, a scoprirla e a sorprendersi di quanto possa essere efficiente.

Gli animali… si amano!, invece, è composto da quattro simpatici raccontini sull’amore e l’amicizia. I protagonisti sono: farfalle, una tenera storia d’amore; uccellini, amore e avventura; delfini e squali, amicizia e amore; un riccio e un coniglietto, un amore nato, perso e ritrovato tra due specie di animali diversi. Qui, io e la mia amica, Jessica Maccario, abbiamo voluto raccontare l’amore sotto ogni forma.

Tu sei un esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alla spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Ammiro tutti gli autori self, perché oltre al lavoro dietro ogni loro opera, c’è anche un’enorme fatica per farsi conoscere e sono soddisfatta per loro quando vedo che gli sforzi sono ripagati come è giusto che siano. Dimostrano di credere fortemente in loro stessi e fanno benissimo perché tutte le storie che ho letto sono ben scritte e mi colpiscono nel profondo. Io ho provato subito con la Butterfly Edizioni perché, essendo nuova e non conoscendo questo campo, ho pensato che l’aiuto di una CE mi potesse servire. Sono stata fortunata ma se il libro non fosse stato accettato, data l’importanza e il messaggio che volevo mandare, avrei provato anche io la strada dell’autopubblicazione.

Progetti futuri?

Progetti futuri tanti ma niente di certo. Sto scrivendo Prenditi cura di me (il titolo per ora è provvisorio), sempre genere rosa ma stavolta la storia non tratta di sordi. Molti mi hanno chiesto di continuare la storia di Tina e William ma non so se scriverò ancora su di loro. Mi piacerebbe però parlare di nuovo della Lis, della figura dell’Assistente alla Comunicazione, una figura importantissima per l’educazione dei bambini sordi. Non lo so, per ora è tutto nella mia mente 🙂

Grazie per essere stato dei nostri e a presto!!!

LINK LIBRO

http://www.amazon.it/tue-mani-parlano-damore-ebook/dp/B00ZH29S5O/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1436355140&sr=8-1&keywords=le+tue+mani+mi+parlano+d%27amore

LINK ANTOLOGIA

http://www.amazon.it/Gli-animali-amano-Jessica-Maccario-ebook/dp/B010GVNZYK/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1436355210&sr=1-2

Una copertina da “brividi”: Rosalba Vangelista e il suo soft thriller

foto Rosalba

Ciao e benvenuta sul blog di Letterando, per prima cosa una curiosità, come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Come primissima cosa ciao a tutti! Grazie per avermi dato modo di essere qui su Letterando! La nostra è stata una conoscenza dettata dal fato se così posso definirla. Seguo già il vostro blog, e come per magia Coralba ha notato un mio post su di un gruppo di lettura di facebook e ci siamo ‘conosciute’ (per dirla tutta mi sono innamorata della copertina del romanzo che trovo davvero stupenda, da lì la curiosità, le chiacchiere ed eccoci qua – ndr) Sono davvero onorata di essere qui e felice per la fiducia che mi date parlando di me e del mio romanzo.

cover Rosalba

Presentati ai nostri lettori, chi è (nome e cognome) e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittore (scrittrice)?

Mi presento, sono Rosalba Vangelista, ho da poco compiuto 35 anni, sono una lettrice compulsiva e da qualche mese anche un’autrice in self publishing con il mio romanzo Le Ossa del Lago.

Sono nata e vivo a Genova, amo la natura e gli animali e mi batto come posso per l’educazione alla lettura. Nella vita di tutti i giorni sono una segretaria in uno studio medico ormai da 14 anni, amo viaggiare e visitare le librerie e le biblioteche antiche. Ho un volpino nano di nome Ronny che porto sempre con me, il mio punto debole… bevo troppi caffè come la protagonista del mio romanzo 🙂

Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

Credo sia stato un processo lento e nascosto. Scrivo da appena un anno e mezzo, ho sempre letto tantissimo ma ultimamente dentro di me sentivo che qualcosa stava cercando di emergere. La mia passione nel leggere si stava trasformando nella voglia e nel bisogno di creare, di scrivere qualcosa di mio.

Quanti libri hai scritto e quale genere tratti?

Ho scritto un libro e mezzo, nel senso che oltre a Le Ossa del Lago che definisco un soft thriller, sto completando un paranormal romance dal titolo Alejandro.

Ci parli dei tuoi romanzi? (genesi, breve sinossi di un paio di righe e messaggio che volevi dare)

Le Ossa del Lago è un thriller psicologico e riflessivo. È la storia dell’omicidio di un bimbo di 5 anni i cui resti vengono rinvenuti in fondo ad un lago ( il Silver Lake ) di una pacifica ed accogliente cittadina del New Hampshire. Intorno a questo orribile crimine emergeranno le storie personali dei personaggi e della protagonista di questa storia, Kate Anderson, giovane poliziotta da poco trasferitasi a Silver Lake per suo volere dopo un evento ‘particolare’ della sua vita. Si scopriranno forti vicende personali, segreti vecchi e nascosti dalle apparenze e discriminazioni. È una storia forte ma allo stesso tempo delicata, ho cercato di trattare l’argomento con rispetto, con tatto proprio perché si parla di infanticidio. I bambini e l’amore per essi sono la colonna portante di questa storia, volevo scrivere qualcosa che facesse riflettere, volevo mettere il lettore di fronte a delle domande importanti. Alejandro invece è un paranormal romance ambientato nella prima parte nella Cornovaglia del 1595 e nella seconda in Inghilterra nel 2012.

È una storia di amore e morte, la storia di una maledizione che dura da 417 anni… Di più non posso svelarvi visto che è in fase di stesura, ma la copertina è già pronta ( sempre creata dalla bravissima Aranel B. ) e visibile sul mio profilo pubblico facebook.

Tu sei un esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alla spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Io sono un’autrice in self publishing, ho scelto questa via dopo essermi documentata in merito e devo dire che mi trovo benissimo con il mio editore. Ho una buona distribuzione, un buon servizio ed un ottimo prodotto. L’unica cosa è non aver avuto i servizi di una grande casa editrice tradizionale e quindi sono completamente ‘esposta’. Sono consapevole di non avere una forma perfetta nel mio romanzo, ma credo che così sia una lettura ‘genuina’, sono io al 100% mettendoci completamente la faccia e mettendomi completamente in gioco, nel bene e nel male. Non reputo comunque giuste le critiche che vengono spesso fatte al self publishing, etichettandoci come un prodotto di bassa qualità, ho letto scrittori in self eccellenti.

Progetti futuri?

Come progetti futuri ho la pubblicazione di Alejandro e poi chi lo sa… mi hanno già chiesto in parecchi un proseguo de Le Ossa del Lago con i due protagonisti Kate e Steve. Credo che ci penserò su, mi sono affezionata a loro come è successo a parecchi lettori, sarebbe bello scrivere ancora di loro, e di Silver Lake che porto sempre con me nel cuore…

Grazie per essere stata dei nostri e a presto!!!

Incontri letterari: Anna Genovese Kalcich

AFRODISIA

Prima di cominciare con l’intervista dedicata all’esordiente di oggi, è necessario fare una breve premessa. Ho conosciuto Anna durante la prima edizione di TempoLibro, una manifestazione dedicata alla scrittura, agli editori, agli scrittori e, ovviamente, ai libri.

Mi ha fatto subito una buona impressione già dal modo in cui si è presentata: semplice, diretta e senza filtri. Poi, quando ho visto la passione con cui ha illustrato al pubblico il suo romanzo storico, ho deciso “al volo” che doveva stare sulle pagine virtuali di Letterando.  E perciò eccola qui, ve la presento, anzi, le ho chiesto di presentarsi da sola attraverso il brano che segue. Leggetelo insieme all’intervista e poi, cari amici di Letterando, mi direte se non ci ho visto lungo 😉  

N. B. l’insolito colore rosso scelto per l’intervista è stato espressamente richiesto da lei perché dice che “porta fortuna”. E noi lo speriamo proprio! 🙂

Scrivere per me

Tanto tempo fa, ormai veramente tanto tempo fa, c’era una bambina cicciottella, antipatica e, come si direbbe oggi, asociale, che detestava i suoi simili e ne era ricambiata. Per uno strano caso riusciva ad amarli profondamente solo quando li vedeva spalmati su una pagina. Si rifugiava nelle righe dei libri per sfuggire agli uomini in carne e ossa.

Qualche anno dopo c’era una ragazza cicciottella e piuttosto antipatica e, come si direbbe oggi, asociale, che detestava i suoi simili. Per ovviare a questo problema, si rifugiava nelle pagine dei libri, ma piano piano cominciò a odiare anche gli uomini “ tra le righe”: le vite descritte da altri la infastidivano ormai quasi come quelle reali.

Il problema si era fatto molto serio: il suo unico rifugio, dove trovava un po’ di pace, non riusciva più a darle sollievo. Così, senza quasi pensarci, prese una penna e… il mondo cominciò ad andare magnificamente, perchè era lei a crearlo. Il suo potere era immenso: di vita e di morte, di uccidere e amare, di far piovere e nevicare. Scrivere era l’unico posto dove tutto era come avrebbe voluto che fosse e lei era felice solo lì, perchè scrivere è un luogo dell’anima.

Anna Genovese Kalcich 

Ciao e benvenuta sul blog di Letterando, per prima cosa una curiosità, come ci hai conosciuto e perché hai scelto noi?

Prima di tutto grazie dell’ospitalità. Vi ho conosciuto, anzi la (intendo Coralba) ho conosciuta alla presentazione del mio libro Afrodisia al festival della letteratura di Nereto. Parlando parlando eccomi qui.

 Presentati ai nostri lettori, chi sei (nome e cognome) e cosa fai quando smetti gli abiti di scrittrice?

Mi chiamo Anna Genovese e per definirmi quando scrivo ho aggiunto il cognome Kalcich, così giusto per far capire che sono due (soltanto?) persone diverse.  Nella vita “borghese” sono una prof. di lettere in una scuola secondaria di I grado. Adoro questo lavoro perchè mi permette di stare a stretto contatto con l’anima del mondo: i ragazzi. In realtà quando arrivano in prima sono ancora bambini, ma nei tre anni di scuola assisto al miracolo della loro trasformazione. È un momento splendido e difficile per ogni essere umano: accompagnarli in questo percorso è un privilegio raro. Potrei parlare ancora molto tempo di questo, ma l’aurea concinnitas che mi hanno insegnato me lo impedisce. Kalcich è il cognome di mio marito, prima che qualcuno obbligasse la sua famiglia a “italianizzarlo”, ma questa è un’altra storia…

Come è avvenuto l’incontro con la scrittura? È stato un processo lineare, una scoperta recente o è stata una passione accantonata e poi recuperata?

Il mio incontro con la scrittura l’ho spiegato in Scrivereperme, pubblicato tra queste pagine. Posso aggiungere che quello che non prevedevo è il “dopo”. Certo, non sono Ken Follet, ma le presentazioni, partecipazioni a premi, incontri in cui devo parlare di me e di quello che ho scritto mi mettono in difficoltà: non ci sono ancora abituata.  È pur vero che parlando, incontro dopo incontro conosco un po’ meglio la straniera che sono per me stessa e il libro che ho scritto, che non credevo avesse così tante cose dentro. L’incontro con la scrittura è avvenuto, seppur di riflesso, anche per le persone a me più vicine. Per quello che riguarda mio marito ne parlerò in un’altra situazione: si presterebbe molto bene per una sit-com anni ‘80. A mia figlia, invece, avevo fatto una promessa per farle digerire la sfortuna di avere una mamma che invece di preparare torte e organizzare merende passa il suo tempo china a scrivere cose a lei incomprensibili, rispondendo con grugniti alle sue richieste di attenzione. In un momento di massima protesta le dissi: “ Quando mamma venderà un po’ di copie ti comprerà la Dreamhouse (casa di una nota marca di bambole), che tanto desideri…” La mia bimba (9 anni) si è rassegnata.

Quanti libri hai scritto e quale genere tratti? Ci parli dei tuoi romanzi? (genesi, breve sinossi di un paio di righe e messaggio che volevi dare)

Il mio “genere” è il romanzo storico. Afrodisia è il mio primo romanzo finito. Il titolo Afrodisia si presta a qualche equivoco: anche la copertina (bellissima, per me) diciamo che non aiuta. La mia mamma è una signora perbene di 78 anni (la più tremenda parolaccia che ho sentito uscire dalla sua bocca è “cretino”) e quando ha visto libro e titolo, abbassando la voce, mi ha chiesto preoccupatissima: “Mica avrai scritto un libro porno?” La risposta è tra le sue pagine. Ovviamente non ve la dico. A chi può interessare la sinossi si trova sulla pagina facebook del libro: www.facebook.com/Afrodisia2014, oppure si può andare sul sito dell’Editore Solfanelli.

Quasi insieme a questo ne stavo scrivendo un altro, che sarebbe dovuto essere il secondo, ma nel frattempo ho trovato una storia più appassionante e i personaggi che mi chiamavano, così non ho potuto fare a meno di seguirli. Nella cartella del mio pc ho tanti files già denominati, con storie che stanno nascendo in epoche diverse e tanti volti da descrivere e tante vite da raccontare, ma stanno aspettando con pazienza. Ogni tanto li raggiungo e faccio loro visita, come si fa con i vecchi amici, aggiungendo qualcosa per costruire un mondo verosimile attorno a loro. Non c’è fretta…

Tu sei un esordiente e spesso molti tuoi colleghi ricorrono all’autopubblicazione, tu cosa ne pensi, meglio avere alle spalle una casa editrice o chi fa da sé fa per tre? Com’è stata la tua esperienza in proposito?

Autopubblicazione no, soprattutto perchè una casa editrice offre un servizio essenziale: un editor. Ricordando il rosso sangue delle mie bozze quando mi sono tornate indietro per la prima volta e gli ottimi spunti che l’editor ha dato per definire alcune questioni di Afrodisia, penso che sia irrinunciabile uno sguardo professionale e non indulgente sul lavoro che sta nascendo (gli amici sono sempre molto generosi e gentili). Inoltre sono pigra e non troppo portata per l’autopromozione, già faccio molta fatica così con i preziosi consigli del mio Editore (che ringrazio di avermi dato questa opportunità); non oso immaginare cosa potrebbe essere senza, quindi decisamente autopubblicazione no.

Progetti futuri?

Progetti futuri? Ovviamente comprare la Dreamhouse!