Lorena Marcelli e l’enigma del Premio Marcelli.

copertina enigma

di Coralba Capuani

Ho conosciuto Lorena in occasione della giornata di premiazione indetta dalla casa editrice Marcelli. Un freddo pomeriggio di ottobre dedicato alla proclamazione dei testi più meritevoli inframmezzato da intervalli musicali e di intrattenimento vario.

Ricordo che la sala era piena e che la premiazione, alla quale intervennero scrittori di tutta Italia, durò parecchie ore. A fine serata infatti eravamo tutti bolliti e il ciarlare allegro delle prime ore si era trasformato in una silenziosa fila di gente delusa e stanca. Non so se le polemiche furono sollevate dalla sera stessa, ma sta di fatto che quando accesi il mio portatile, fra i partecipanti già si parlava di presunti brogli. In un’Italia zeppa di raccomandati e truffatori, infatti, non fu strano per molti ipotizzare una presunta parentela tra i due Marcelli (la vincitrice Lorena e Paolo Marcelli, proprietario dell’omonima casa editrice). Da quel momento in poi apriti cielo! Insulti, malignità sull’autrice e sull’editore, colpevole di aver tirato su una macchina stratosferica solo per far vincere “la parente” di turno.

Ebbene, dopo aver conosciuto di persona Lorena (sono stata io stessa a volerla a TempoLibro, una manifestazione indetta per celebrare la giornata internazionale del libro), dopo aver assistito alla presentazione del suo romanzo e, soprattutto, dopo averlo letto attentamente, vi posso confessare che…ebbene sì, broglio ci fu!

Ma non per quello che si è detto riguardo la presunta – ma inesistente – parentela tra i due, quanto per il fatto che se il premio prevedeva la premiazione di un esordiente (ma lo prevedeva???), allora siamo stati tutti imbrogliati perché Lorena non è affatto un’esordiente, ma una professionista attenta e curata della scrittura.

Nel suo romanzo, L’enigma del Battista, non vi è un solo cedimento. La trama regge su un’impalcatura solidissima e inattaccabile. Lorena è allo stesso tempo un muratore della parola (i mattoncini sui quali costruisce le fondamenta del testo, nonché le colonne e i muri portanti sono tirati su a regola d’arte), ma anche un architetto (la combinazione delle diverse parti dà luogo a un’alternanza perfetta e originale), e, infine, anche un designer (le metafore, le immagini, le descrizioni usate abbelliscono l’ambiente-romanzo in cui è calato il lettore). Insomma, per dirla breve, Lorena Marcelli è brava. Non solo riesce a muoversi in tempi molto diversi tra loro, si va per esempio dalla Galilea del 35 dopo Cristo all’Irlanda del XIII e XIV secolo per ritornare al presente, ma l’autrice riesce anche a spaziare tra luoghi lontanissimi e diversissimi tra loro (Irlanda, Scozia, Galilea e Italia) riuscendo a descriverli tutti in maniera davvero suggestiva e realistica. E non solo! L’autrice si muove agilmente anche tra generi letterari diversi (romanzo storico, thriller e romanzo moderno). E tutto questo senza un cedimento, perfetta in ogni tempo e luogo decida di ambientare la storia.

Ecco, la storia, vi accenno solo brevemente alla trama perché vorrei che foste voi ad assaporarla in prima persona attraverso la lettura di questo bellissimo romanzo.

La vita tranquilla di Alessia Lamb viene sconvolta dalla scoperta del testamento della nonna; Alessia ha un compito da portare a termine. Ma come fare e a chi credere? Nella ricerca della verità e “della Luce” sarà aiutata dalla sua amica Manuela, la prima a comprendere l’importanza dell’antico Grimorio tramandatole dalla nonna che, a sua volta, l’ha ricevuto in eredità dalle sue ave. Ma anche da due avvocati, il paterno Cole Miney e l’enigmatico Mark. Cosa lega Alessia Lamb ad Alice Keytler, la prima “strega” d’Irlanda?

Tra colpi di scena, vendette e verità insospettabili, Alessia intraprenderà un viaggio che la cambierà per sempre e che lascerà i lettori senza fiato.

Concludo dicendo che, se proprio dovessi trovare un difetto a questo romanzo, direi che risiede nei pochi capitoli dedicati alla storia di Alice. Lorena dà il meglio di sé quando sposta la sua narrazione nel passato, una narrazione che è viva, per nulla noiosa e che, anzi, definirei moderna e sensuale; si pensi alla bellissima descrizione del ballo di Salomè o alla sensualità selvaggia e ribelle di Alice.  Auspicando che nel suo prossimo romanzo l’autrice voglia immergere maggiormente il lettore nel passato (c’è nell’aria un sequel?), termino questa recensione invitando i lettori di Letterando, ma non solo, a intraprendere il viaggio alla scoperta di Alice, figura affascinantissima. E comunque sono sicura che in futuro sentiremo parlare ancora e più spesso di Lorena perché, ripeto, è davvero brava, chapeau!

Valutazione: *****