XXVII Salone Internazionale del Libro di Torino – 2015

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Mi hanno chiesto se vado al Salone Internazionale del Libro di Torino, ho risposto no.
Quest’anno non andrò.
Non credo che sarebbe molto diverso dall’andare alla libreria Feltrinelli o alla Mondadori della mia città, anzi andare in librerie sarà certo più comodo. Potrei andare con il tram. La Feltrinelli di Padova (la mia città) si trova davanti a Palazzo Bo: la sede storica dell’Università degli Studi di Padova dal 1539, vanta un passato importante, ha coronato d’alloro la prima donna al mondo laureata in filosofia, Elena Lucrezia Cornaro e nella Sala dei Quaranta si trova ancora la cattedra che fu di Galileo.
Il tram attraversa la riviera che divide Palazzo Bo dalla libreria Feltrinelli, non ho nemmeno il problema del parcheggio e alla Feltrinelli non mi fanno pagare il biglietto per entrare così, i soldi risparmiati li investo in libri, ma non solo, fuori dalla libreria, oltrepassato il Palazzo Bo, sono già nella zona pedonale di Padova in pieno centro storico, mi lascio sulla destra il municipio e lo storico Caffè Pedrocchi noto anche come il “Caffè senza porte“, perché fino al 1916 era aperto giorno e notte e per oltre un secolo è stato il “ritrovo” di intellettuali, studenti, accademici e uomini politici. Attraverso un vicolo e sbuco in Piazza delle Erbe dominata dal Palazzo della Ragione, oltrepasso l’arco dal quale si accede a “Sotto al Salon”. Sotto il Salone è il più antico centro commerciale di Padova e arrivo in piazza della frutta oltre la quale posso accedere alla Piazza dei Signori. Mi piace molto Piazza dei Signori, sarà per la torre dell’orologio che vi domina e sembra voler ricordare che il tempo ha una misura e non si può accelerare, ma si deve solo assecondare, quindi dimentico la fretta e adagio sincronizzo il passo e continuo tra i vicoli fino ad arrivare alla libreria Mondadori. Nemmeno lì mi fanno pagare per entrare e posso stare in mezzo a tutti i libri senza che nessuno mi mandi via.
Ecco fatto! Mi sono costruita un bel viaggetto alternativo al Salone del libro, tra cultura, storia e letteratura. Niente male direi! Un pomeriggio ideale per chi ama leggere.
Lo so che al salone ci sono anche molti eventi e non ci sono solo i libri da acquistare, lo so, lo so!
Allora, vediamo che cosa mi perdo. Vado a curiosare nel programma per vedere quali autori parteciperanno agli eventi. Cerco tra i “Grandi Ospiti” e scorro l’elenco. Sono molti i nomi di autori più o meno noti, però non ho letto niente di nessuno di quelli in elenco, possibile mi sia persa tutti questi “Grandi Ospiti”? Degli Angela ho visto molte trasmissioni, prima o poi leggerò qualche loro opera. Anche di Augias non ho mai letto niente ma mi piacciono le sue trasmissioni, Anche Aldo Busi mi incuriosisce.
Oh bella!, ma è tutta gente famosa perché apparsa in TV! Sono tutti lì, al salone per fare pubblicità al loro libro!
E che cazzo! Ma che è? Scusate l’espressione poco elegante, ma mi è scappata. È vero che siamo al salone del libro e tutti i libri sono libri ma scusate, che ci azzecca la Parodi e la Clerici con gli autori? Ditemi se un libro di cucina ha bisogno di presentazione. E poi, scusate tanto, chi scrive ricette si può davvero considerare un autore? Io cucino da anni due pasti al giorno, mi invento ricette di continuo, ma mai avrei pensato di poter esprimere il mio X-factor in un minestrone. Mah, è proprio vero che tutto fa brodo.
Comunque sarebbe stato bello se al salone ci fosse stato… che ne so? Dario Fo?, sapete che colpo!, il premio Nobel per la letteratura. Lui sì che può permettersi di fare qualsiasi cosa, anche una frittata con la cipolla andava benissimo. Ve lo immaginate che lezione di scrittura creativa e non creativa?, (lo dico per chi non apprezza il termine “creativo”. Qualcuno afferma che la scrittura deve essere veritiera ed esprimere un concetto non creare un’atmosfera con musicalità e armonie. Io no, io amo troppo le parole e mi piace leggere le frasi belle, musicali e armoniose). Dario Fo con la sua gestualità sarebbe stato capace di farci credere che l’uovo ha parlato prima di diventare frittata, ma che dico?, ci avrebbe fatto credere che l’uovo si è rotto da solo e si è sbattuto per finire sulla cipolla mentre rosola sul fuoco e. tutto questo, senza avere nemmeno un uovo in mano e nessuna padella sul fuoco che non c’è, ovvio!
Forse non mi sono letta bene il programma e mi scuso se mi è sfuggito qualcosa di importante ma non ho avvertito la presenza di nessun simbolo forte nessun personaggio autorevole che ci parli delle meraviglie della lettura? È o non è maggio il mese dedicato al libro?
Tutto sto parlare di #ioleggoperchè e poi mi trovo una serie di Grandi Ospiti che sono famosi perché fanno audience alla tv di stato. E gli ospiti internazionali? Mi devono essere sfuggiti pure quelli, chiedo scusa ma non ho riconosciuto nessuno.
Certo è che se nemmeno Valerio Massimo Manfredi ci va, non possiamo certo pretendere di trovare un Ken Follet. Va bene così, tutto sommato, almeno non rischiamo di trovare Dan Brown! vista la tendenza…, hai visto mai?

Comunque va bene così. Buon divertimento a chi va e bun riposo a chi non andrà, ma riposatevi leggendo un buon libro, mi raccomando.

Monica Bauletti

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