I personaggi ribelli di Cristiana Pivari

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di Coralba Capuani

Qualsiasi scrittore, anche l’ultimo degli scribacchini, sa quanto possano essere testardi certi personaggi, come si impongano, a volte anche contro la volontà di chi li ha creati, di fare, dire o comportarsi in tal modo piuttosto che in un altro. E hai voglia allora a imporre la volontà di scrittore: «io ti ho creato e tu mi devi obbedienza».

«Sì, figurarsi», paiono volerti dire certi personaggi, «tu mi hai ideato e messo sulla carta, d’accordo, ma adesso la vita è mia e me la gestisco io. E se ho detto che tizio non mi piace non cambierò certo idea perché nei tuoi progetti è scritto che è così che deve andare. Arrenditi: o cambi la trama o blocco tutto».

E a quel punto cosa può fare un povero scrittore se non arrendersi e dargliela vinta al personaggio/tiranno di turno?

Ma questi scontri di solito avvengono solo nella mente dello scrittore, immaginatevi invece se il vostro personaggio uscisse dalla pagina Word e si materializzasse a casa vostra: come reagireste? Forse pensereste di essere impazziti o quantomeno stressati per essere arrivati ad avere certe fantasie, ma se il personaggio si rivelasse proprio reale? Se anche gli altri lo vedessero? Vi immaginate vostra madre che beve il tè insieme al protagonista del vostro ultimo romanzo?

Ecco, questo è più o meno quanto accade nel romanzo Il numero 52 di Cristiana Pivari, edito da Edizioni della Sera, dove Matteo (lo scrittore) si trova a dover fare i conti con Valentina, ex-creatura di fantasia divenuta reale. A parte l’idea che trovo davvero originale, l’autrice, Cristiana Pivari, riesce non solo a mettere in luce i meccanismi mentali che davvero ogni scrittore sperimenta, ma attraversa i piccoli e grandi problemi della vita con leggerezza senza perdere però lo spessore dei contenuti. Non solo la sua pungente ironia non ha mai un cedimento, tenendo così sempre desta l’attenzione del lettore, ma il racconto, che all’inizio pare riallacciarsi al filone del metaromanzo, arriva poi a complicarsi sfiorando il poliziesco: chi ha ucciso il padre del protagonista?

È a questa domanda che il lettore cerca di trovare risposta in mezzo a una trama che si fa via via sempre più intricata,  ma allo stesso tempo divertentissima, piena di colpi di scena e situazioni kafkiane. Anzi, in molti punti pare che Kafka e Pirandello si divertano a rimbalzarsi la palla, che poi sarebbe la trama.  E così il personaggio-scrittore Matteo si trova a vivere delle situazioni che mai avrebbe pensato di vivere: un omicidio, l’arresto, una madre che si emancipa a tarda età, un’amante che poi diventa una cara zia, un’amica che diventa una fidanzata, un conoscente che diventa, pure lui, un quasi fidanzato, un editore bizzarro, una segretaria con una nuova identità e, infine, una scrittrice nella quale si cela (forse?) la vera autrice, nonché colpevole, di tutto questo immenso e spiritosissimo caos. E poi vogliamo parlare del coup de thêatre finale? No, non ne parliamo, lascio a voi il piacere di scoprirlo attraverso la lettura di questo bellissimo e originalissimo e-book. Un’unica raccomandazione però, se anche voi siete scrittori trattate con riguardo i vostri personaggi, non sia mai che un giorno vi si rivoltassero contro.

http://www.bookrepublic.it/book/9788897139508-il-numero-52/

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