Sulla pelle delle donne

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Qualche sera fa mi è capitato di assistere a quanto di più crudele si possa attuare nei confronti di una donna. Mi riferisco alle terribili immagini del servizio mandato in onda dalle Iene e curato dalla bravissima Nadia Toffa, una donna coraggiosa che ha portato alla luce tanti misfatti, tra i quali quelli perpetrati nella Terra dei fuochi. Ma non è di inquinamento che si parlava nel servizio andato in onda giovedì 19 marzo, quanto della sporca guerra messa in atto da un manipolo di scriteriati che hanno deciso di invadere il mondo con la loro barbarie. Ovviamente, avrete capito, mi riferisco a tutti quei gruppi terroristici come l’Isis, Boko Haram ecc. Questi disgraziati, non contenti di invadere, distruggere monumenti e luoghi di culto, uccidere e sterminare, non trovano di meglio per mettere in atto la loro vigliaccheria se non rifacendosi nei confronti delle donne. Le rapiscono, le incatenano, le mettono dentro gabbie esibendole come capi di bestiame e poi  le vendono, dandole in moglie ad altrettanti scriteriati privi di ogni moralità. Queste donne, spesso bambine di sei o sette anni, sono costrette a diventare le loro concubine, di uno o di un gruppo, e sono soggette alle violenze più atroci tanto che molte, pur di non essere vittime dei loro soprusi, preferiscono il suicidio. Ma molte non ce la fanno, o sono troppo piccole per scegliere, come le bambine che spesso finiscono per morire dissanguate dopo gli stupri di gruppo. Interi villaggi sono stati rasi al suolo e le popolazioni non musulmane trucidate in questo modo atroce: gli uomini sgozzati, i bambini rapiti e portati nei campi di addestramento per farli diventare dispensatori di morte e le donne, come abbiamo detto, ridotte a schiave, vendute e stuprate. E in tutto questo l’occidente che fa? Chi si indigna, chi si ribella, chi alza la voce per queste ragazze? Nessuno. Dall’Europa e dall’occidente si leva solo un silenzio colpevole. Perché sì, cari amici di Letterando, non si è colpevoli solo per ciò che si fa, ma anche per ciò che non si fa, per l’indifferenza e per il silenzio. Noi di Letterando crediamo che una società civile non possa voltarsi dall’altra parte di fronte a queste atrocità, e per questo abbiamo deciso di reagire. Ma ci serve il vostro aiuto, piccolo magari, ma importantissimo. Se un sassolino scagliato contro una montagna non fa rumore, diverso è quando i sassolini sono cento, mille, duemila. Vi diremo di più su quest’iniziativa che dovrebbe partire dalla prossima settimana, per il momento vi invitiamo a condividere questa notizia, a denunciare questa situazione, a non restare zitte. Il sassolino che vi chiediamo di lanciare dalle vostre bacheche è un hashtag con la scritta “siamo tutte yazidi”, dal nome del popolo originario di queste ragazze e che è oggetto di un vero e proprio genocidio.

#siamotutteyazidi

#weareallyazidis

Qui sotto trovate il link del servizio delle Iene.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-le-vittime-dell%E2%80%99isis_523321.html

Continuate a seguirci perché le iniziative che abbiamo in mente sono tante, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto.

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