Le stragi giustificano i pregiudizi?

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di Coralba Capuani

Ecco l’ennesima strage da parte di cosiddetti “musulmani” e si rincomincia con i soliti stereotipi:

1 –  tutti i musulmani sono terroristi

2 – tutte le religioni, schifoso oppio dei popoli, sono responsabili di certe aberrazioni.

Peccato però che nessuno si soffermi a riflettere più a fondo usando la parte situata nella calotta cranica, invece di dare retta ai movimenti intestinali (di pancia).

Non mettiamo in mezzo storie vecchie come l’Inquisizione e le Crociate, che c’entrano con il mondo moderno? Ormai sono cose superate, penso.

Il fenomeno del terrorismo islamico è un fenomeno complesso, articolato, e non si può liquidare con misere banali riflessioni. Noi tutti, compresa la sottoscritta, non abbiamo i mezzi per analizzare un fenomeno di tale portata, e che coinvolge una cultura a noi, occidentali e cattolici, del tutto estranea. Bisognerebbe conoscere a fondo la cultura di quei popoli, averne gli strumenti linguistici per entrare in contatto diretto con quella gente, senza l’uso di mediatori di nessun genere, studiare a fondo il Corano e la storia politica, sociale, culturale e religiosa, non solo di un paese, ma di tutto il mondo islamico. Altrimenti è come se uno si svegliasse la mattina e, senza conoscere la storia europea in genere, dei singoli paesi, le singole culture, tradizioni, lingue ecc. dei popoli che formano il cosiddetto “occidente”, e quindi per esteso anche gli Stati Uniti, si mettesse a discutere di fenomeni sociali che, forse, neanche un esperto in sociologia saprebbe affrontare da solo, vista la mole dei dati da conoscere, la vastità e l’eterogeneità degli stessi.

Perciò mi dà fastidio chi, vedi la Lega ad esempio, punta l’indice contro i mussulmani in genere solo per dare un bel calcione nel didietro agli immigrati e spingere l’opinione pubblica ad accettare l’idea del “se ne stiano a casa loro!”

Poi, invece, ci sono quelli che nel calderone, oltre agli stranieri, poco importa che siano davvero mussulmani, ci mettono anche l’odio verso le religioni, pure quella cristiana, colpevole, pure lei, di stragi e persecuzioni, per non parlare poi dei preti pedofili, delle foto di suore mezze nude trovate nel pc di padre Graziano (leggi il caso della scomparsa di Guerrina Piscaglia), della strage di Ustica, del buco dell’ozono, e delle luci aliene avvistate nell’Adriatico.

Come vedete, cari lettori di Letterando, pur con ironia, vogliamo farvi notare come si possano giustificare le cose più assurde.

Io non conoscevo quelli di Charlie Hebdo, e, dopo aver visto alcune vignette, devo dire che non tutte erano accettabili, anzi, alcune erano molto offensive, ma questo giustifica forse la loro barbara uccisione? Certamente no. Ecco quindi il sunto di questo articolo che è troppo breve per analizzare tutti i punti che vorrei approfondire, ma a noi di Letterando la prolissità non piace, siamo un blog ironico, meno dissacrante e “cattivo” di Charlie, ma comunque solidale con loro che hanno fatto dell’ironia e dello sberleffo la loro bandiera.

Il sunto, dicevo, è che primo, bisogna smetterla con gli stereotipi o le interpretazioni banali di un fenomeno articolato e complesso; secondo, gli assassini dei vignettisti di Charlie non erano musulmani ma terroristi, delinquenti, alienati, e chi più ne ha più ne metta. Terzo, bisogna insegnare che è lecito dissentire, anche con ferocia, ma per farlo basta impugnare una penna, una matita, non certo un kalashnicov! Quanto, la comunità musulmana dovrebbe essere più decisa nella condanna di certi atti, anche attraverso azioni più decisive, tipo scomuniche e simili, invece di limitarsi a condannare a parole. Il quinto e ultimo punto, infine, è un invito a tutto l’occidente a riflettere sul perché questi ragazzi nati e cresciti in Europa all’improvviso prendano e partano per andare in Siria o paesi simili per farsi “portatori di morte”. Qual è il motivo che li spinge? Non possono essere tutti dei pazzi. Sta forse nella mancata integrazione, nel “rifiuto” bruciante e provato sulla loro pelle a spingerli verso una madre Islam che li fagocita annullando la loro identità e rendendoli schiavi di un’ideologia distorta e, questa sì, davvero cattiva?

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2 pensieri su “Le stragi giustificano i pregiudizi?

  1. Il dolore per creature a cui barbaramente è stata tolta la vita è forte, devastante.
    Non ci sono risposte, nessuna motivazione è valida.
    Non riporteremo i loro cari alle famiglie ma è giusto soffermarci a riflettere, serve una riflessione ( e purtroppo, troppo spesso, ci arriviamo solo dopo che l’irreparabile è accaduto ) che non è certo facile ma anche gli errori devono portare a una crescita, a una presa di coscienza, a una maturazione dei popoli e delle anime.
    Ieri ho letto commenti di vario tipo, uno in particolare mi ha colpito perché diceva che bisogna imparare a ridere del proprio Dio, non so se questa affermazione sia giusta o sbagliata, non sta a me giudicare ma colgo l’occasione per far notare che mentre tanti italiani si ritrovano in quelli che ridono e spostano il crocifisso a destra e sinistra o in un cassetto, c’è chi in altre religioni non ride e rispetta fortemente il Dio in cui crede, fino a praticare un culto addirittura privo di immagini perché ” a un individuo che ritrae un essere vivente verrà chiesto di infondergli la vita” e il creatore di vita è solo uno e non si può sfidare. Così il libro sacro, non può essere offeso, denigrato. Si potrebbe parlare per ore e ore di una cultura così diversa da sembrare inaccettabile e incomprensibile ma inevitabilmente quello che non si conosce non si può capire. Proprio per tentare di capire, l’anno scorso ho frequentato un corso di cultura e lingua araba.
    L’odio tra gli uomini è sempre esistito, vediamo la storia cosa c’insegna ed è importante ricordare: in Italia durante la prima guerra, al nord, al confine con l’Austria, si sono trovati a combattere tra vicini di casa, così nella seconda guerra, improvvisamente l’amico è diventato un nemico da combattere ( per fortuna non per tutti ) ecc. ecc.

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    • Esatto Stefania. Secondo me il fenomeno del terrorismo islamico trae la sua forza da vari fattori, il primo è sicuramente la decadenza morale, culturale e spirituale che sta attraversando l’occidente, il secondo è la perdita della nostra identità a favore di un falso multiculturalismo che però è solo apparenza: accettare tutte le culture, inglobarle, triturarle, sminuzzarle in un minestrone insipido che non rende giustizia a nessuna delle culture da cui si prende a man bassa, vedi Halloween nostrano ad esempio, oppure l’eliminazione dei simboli religiosi, quasi costituissero offesa per chi non crede o è di un’altra religione. Il multiculturalismo non si chiude gli occhi ma è aperto al mondo, non rifiuta la differenza, ma neanche la deve per forza inglobare finendo così per livellare e uniformare tutto. Ma il discorso sarebbe troppo lungo, ecc. ecc. 🙂

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