Habemus legge. Dal primo gennaio 2015 l’IVA sui libri in formato digitale è stata ridotta al 4%.

e-book

di Monica Bauletti

Sono molti gli articoli pubblicati su blog e sulle riviste on line che riportano il seguente titolo e noi di Letterando non siamo da meno. Ricorderete tutti il “movimento del pollice verso”, la campagna lanciata il 31 ottobre scorso dall’AIE Associazione italiana editori, alla quale anche Letterando ha aderito chiedendo a tutti gli amici di postare la propria immagine con il “non mi piace”.

dont

L’hashtag proposto da #unlibroèunlibro aveva lo scopo di chiedere la riduzione dell’iva sul libro digitale equiparandolo a quello di carta, la battaglia ha smosso gli animi moralmente sensibili a quegli ideali che rivendicano giustizia a “rigor di logica” e si battono per “questione di principio” così 40.000 sostenitori si sono mobilitati tra Twitter e Facebook. “La campagna #unlibroèunlibro è stata un grande successo” dichiara unlibroèunlibro nella sua pagina http://www.unlibroeunlibro.org/campagna.php

Dal primo gennaio del 2015 all’eBook è riconosciuta pari dignità del libro di carta e l’IVA ora è al 4% anziché al 22%. Un piccolo successo che ha spostato l’attenzione dalla forma ai contenuti. Ora un romanzo è un romanzo qualunque sia il mezzo di divulgazione senza discriminazioni, insomma la legge c’è e sembra che il successo sia stato ottenuto.

Ma noi di Letterando, ormai voi tutti lo sapete, amiamo andare oltre e vogliamo vedere se ciò che sembra davvero è.

Io: come “sembra”? la legge è stata emessa, è già in vigore! Franceschini ha ottenuto un primo successo e ora l’Italia, al pari della Francia e del Lussemburgo, applica l’IVA al 4 anche sugli eBook.

L’altra me: Sì, sì certo!

Io: hai poco da fare la sarcastica guastafeste, Franceschini ha presentato l’emendamento che è stato approvato con la legge di stabilità:

“Ai fini dell’applicazione della tabella A, parte II, numero 18), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono da considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”.

Ora “un libro è un libro” qualsiasi sia il supporto veicolato, fisico o elettronico. Mi sembra chiaro no? Dove vedi il contraddittorio?

L’altra me: mi dispiace dover essere io a smontare il tuo entusiasmo, ma ci sono ben due motivi che vanificano l’effetto dell’emendamento. Viviamo nel mondo reale, stiamo attraversando una crisi feroce dove ogni giorno si lotta per riuscire a conservare quel che si ha e chi ha già perso quel che aveva arraffa dove può per riconquistare il benessere sfumato.

Io: e questo che cosa c’entra col l’aliquota la 4 degli eBook? Quali sono i motivi che giustificano il tuo scetticismo?

L’altra me: Ok se proprio devo infrangere le tue ottimistiche speranze lo farò. Tu hai letto l’emendamento e hai posto tutta la tua attenzione su ciò che più gradivi: “sono da considerare libri tutte le pubblicazioni…qualsiasi supporto”. Bene, c’è una piccola insidia che crea una discriminate: “identificate da codice ISBN”. Sai che cosa vuol dire?

Io: Beh, veramente… no. O meglio, so che i libri hanno un codice ISBN che corrisponde a una sorta di codice fiscale delle persone fisiche, che li autentica e da loro un’identità.

L’altra me: Sì, ma gli eBook hanno il codice ISBN? Non è necessario. Un romanzo che viene pubblicato esclusivamente in formato digitale non sempre ha il codice, anzi è raro. Il codice ce l’ha sicuramente il cartaceo e di conseguenza ce l’avrà la sua versione in digitale. Detto questo se gli eBook non hanno codice ISBN non sono “da considerare libri…qualsiasi supporto” quindi una parte degli eBook in commercio manterranno l’IVA al 22.

Io: Ma l’emendamento dice: “qualsiasi supporto” …!

L’altra me: Dai non fare quella faccia. Sappiamo da moto tempo ormai che sotto ogni legge brulica un mondo popolato da cavilli. Viviamo nell’epoca delle escamotage. Fatta la legge trovato l’inganno, ecc. ecc…  A beneficiare dei privilegi sono solo e sempre le caste e i potenti, al popolino, che un tempo raccoglieva le briciole, in tempo di crisi non arrivano nemmeno quelle. Sì, perché se guardiamo nel dettaglio, ti accorgerai che sono gli autori esordienti, quelli che si autopubblicano, quelli che scrivono di notte perché di giorno devono lavorare per vivere e che non diventeranno mai ricchi scrivendo, nonostante i capolavori che producono, sono loro a usufruire del formato elettronico senza ISBN, e per loro l’aliquota iva rimarrà al 22.

Io: che tristezza! Così le CE affermate hanno uno strumento in più per fare concorrenza, anche sul fronte digitale, a quei poveri scribacchini che, già non guadagnano niente svendendo il loro ebook a meno di un euro, ora per assorbire la differenza di aliquota dovranno abbassare ancora il costo dell’eBook.

L’altra me: benedetta ingenuità!  Ma tu davvero credi che le CE abbasseranno i loro prezzi? No! C’è chi ha monitorato l’andamento dei prezzi degli eBook rapportando i prezzi di vendita sugli eBook al primo gennaio col prezzo di fine novembre e ha verificato che non c’è stata nessuna riduzione, questo vuol dire che il minor gettito di IVA si è trasferito dalle casse dell’erario a quelle delle multinazionali a cui fanno capo le case editrici che mettono l’ISBN al digitale. Parlavo di briciole prima che secondo le stime dovrebbero ammontare a 7’2 milioni di euro e che sarebbero dovuti restare nelle tasche degli italiani che leggono e invece no.

Io: ma allora tutto quel gran da fare che ci siamo dati, a farci fare foto, selfie, farci belli e inventarci pose e modi originali per postare il pollice verso aderendo alla campagna per la causa giusta si è trasformato in un atto di sudditanza. Una battaglia vinta e comunque persa?!

L’altra me: già, questa è la beffa, ma il danno sai qual è?

Io: No dai! C’è pure il danno?! Vorresti dire che oltre alla presa in giro ci rimettiamo pure?

L’altra me: ebbene sì. Lo so che tu sei un’idealista e che i tuoi pensieri sono universali ma non devi mai dimenticare che i tuoi piedi calpestano il suolo italiano quindi devi sapere che le casse dello stato, già vuote, devono trovare il modo di compensare i 7,2 milioni di euro di minor gettito stimato per la riduzione dell’IVA sugli eBook, che poi saranno anche più di 7,2 i milioni, visto l’incremento delle vendite di eBook che c’è stato nel 2014, la stima infatti è stata fatta sulle vendite denunciate nel 2013 quando molti usavano solo gli eReader per leggere. Ora si può leggere su tablet e anche su smartphone. Io nel 2014 ho acquistato 40 eBook contro i 4 acquistati nel 2013, se posso rappresentare un indicatore di statistica credo che le CE si stiano fregando le mani fino ai gomiti pensando al maggior ricavo che realizzeranno nel 2015. Va beh, buon per loro, ma noi? Il nostro mancato beneficio quanto ci costa? Non lo so. Non lo so quantificare, posso solo pensare che la legge che ha regolato la stabilità del paese per premettere la migrazione degli ipotetici 7,2 milioni dalle sue casse a chissà quali tasche, avrà pensato di aumentare un po’ di aliquote di qua e di là e a ridurre qualche sevizio meno noto e ci troveremo tutti a pagare due volte il minor gettito per favorire la “cultura e la diffusione della letteratura” (scusa IO, ma il sarcasmo è d’obbligo).

Io: Sì, sì tu sei brava a trovare il ridicolo su tutto, ma intanto andiamo a rotoli e a chi, come me, ci crede ancora viene a mancare la terra sotto i piedi e si scoraggia, smette di produrre e si lascia morire nelle delusioni e la depressione dilaga.

L’altra me: perché tu investi tutta te stessa in ciò che credi e sbagli, devi mantenere sempre una parte vigile. Da bambina non hai mai giocato a palla quadrata?  La vita è così, devi imparare a schivare le bombe se vuoi sopravvivere. A proposito di bombe, credo ce ne sia una pronta ad essere lanciata. Te lo dico a bassa voce perché ho paura che ci sentano e se non l’hanno ancora pensato magari glielo ricordo: pensavo alla tassa SIAE, sui libri di carta si paga e ora che il digitale è da considerare un libro penseranno bene di applicarla pure lì, solo che questa volta non ci sarà la discriminate del codice ISBN, vedrai che se verrà imposta la dovranno pagare tutti gli ebook anche quelli con iva al 22, sempre perché l’Italia è sempre l’Italia.

Io: Ecco! Tutto il mio entusiasmo infranto e mi ritrovo schiacciata dal macigno delle disillusioni. Gli ideali non troveranno mai modo di affermarsi, devono sempre soffocare nelle gole dei puri di spirito e dei giusti sprigionando l’amaro della sconfitta qualunque siano le vittorie conquistate?

L’altra me: Ora non fare la melodrammatica. È solo un emendamento, sarà il primo passo verso una legge perfetta. Sì, dai! Mi viene da ridere mentre lo dico, ma noi siamo pur sempre italiani no? Non ci crediamo mai, ma continuiamo a crederci. Siamo degli idealisti concreti. Viviamo di speranze contraddette, è questa la nostra forza. Alla fine troviamo sempre il modo per consolarci, ci buttiamo dietro le spalle le sconfitte per iniziare una nuova battaglia perché siamo un popolo di conquistatori nati per lottare e chi se ne frega delle vittorie, quel che conta è avere una causa da perseguire.

Buona battaglia a tutti e, in questo caso, vi auguro di tornare vincitori qualche volta.   

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...