LE PARALLELE TRASVERSALI

tricolore

di Monica Bauletti

L’Italia dei tanti metri per un’unica misura! E rieccoci a parlare delle tante diseguaglianze che ci toccano e ci uccidono ogni giorno. Ci sono state delle notizie passate un po’ così, come dire, inosservate? “Insentite?” Ignorate? O, più semplicemente, assuefatte a una sensibilità domata che tutto accetta rassegnata all’inverosimile diventato verosimile con la consuetudine e per l’impotenza di vittime innocenti povere di potere e di denari. Ma Letterando che è vergine alla consuetudine e prende tutto alla lettera (LETTERAndo per l’appunto) non può non tirare dei paralleli sui fatti di un’Italia dove tutto sta diventando trasversale.

Veniamo dunque ai fatti:

I^ fatto: i boss casalesi e i loro avvocati nel 2008 minacciarono in aula durante il processo Spartacus lo scrittore Roberto Saviano. Da allora l’autore di Gomorra vive accompagnato dalla scorta. Una vita, la sua, fatta di paura e di limitazioni. Tutto il nostro rispetto per questo giovane ragazzo, bravo scrittore, che si trova suo malgrado a dover sopportare una violenza morale per aver voluto scrivere la verità e averla voluta esprimere attraverso un romanzo che, ahimè, per sua (s)fortuna è piaciuto tanto e ha fatto il giro del mondo. Roberto Saviano è stato giustamente protetto ed è potuto sopravvivere alle minacce fino ad arrivare ad assistere alla sentenza del processo emessa qualche giorno fa. Una sentenza amara, che non ha condannato i suoi aguzzini, assolti per non aver commesso il fatto (e per fortuna che non l’hanno commesso) solo perché Saviano era protetto da una scorta assegnatagli in forza di un pericolo reale e dichiarato. In compenso però è stato condannato l’avvocato che si è prestato come portavoce di chi ha minacciato di morte il povero autore. Ma, dico io, e la regola dell’”ambasciator non porta pena” che fine ha fatto? Comunque tutto è bene quel che finisce bene, in questo caso non si è aspettato che vittima fosse diventata vittima ma sono stati addottati mezzi preventivi per proteggere il nostro amato autore e alla fine una sentenza è stata emessa e a qualcuno la colpa è stata data. Be’, Roberto Saviano può ritenersi anche fortunato, poiché in Italia il rischio di veder ribaltare le parti è sempre più frequente, a volte capita che la vittima diventi colpevole e condannata, questa volta Saviano se l’è cavata, ma io sono ignorane e ci capisco poco di giustizia quindi mi è difficile cogliere il senso dei meccanismi complessi della giurisprudenza, perdonatemi.

Uno dei commenti di Saviano: «Questa sentenza, cioè che le parole hanno fatto paura al punto di minacciare morte… Il pm antimafia Sirignano oggi ha detto che indicare il nome di uno scrittore significa condannarlo a morte. Per me ha significato un brivido lungo la schiena, ma ha anche significato che sono vivo, continuo a scrivere contro quella alleanza fatta di zona grigia, di avvocati, imprenditori e giornalisti conniventi. Contro tutto questo mi batterò».

II^ fatto:Inizio modulo

Monella condannato in via definitiva a 6 anni e 2 mesi di reclusione per aver ucciso a colpi di fucile Ervis Hoxha, albanese di 19 anni che gli era entrato in casa per rubare con dei complici.”

L’altra faccia della giustizia mi viene da dire, e sempre perché son ignorane e che non capisco i meccanismi legali, faccio molta fatica a capire come possa succedere che io, trovando in casa mia degli estranei che mi vogliono portare via le mie cose, non possa fare niente per cacciarli via! Ebbene sì, perché se faccio loro del male sbaglio e commetto un reato, la legge non lo permette. È meglio che loro facciano del male a me e alla mia famiglia allora ho ragione io, morta o ridotta in fin di vita ma a ragione!  Ora di certo sbaglierò ne dire questo, ma io che sono mamma e che soffro del primordiale istinto di conservazione del nido se sento minacciata la mia prole divento leonessa e sbrano facendo a brandelli chi viola il mio spazio senza invito. Già, ma io non conosco la legge e nemmeno le buone maniere, perciò preferisco marcire in prigione piuttosto che sopravvivere a un sopruso col rimorso di non avere mosso un dito mentre la mia famiglia veniva violata e violentata.

Viva L’Italia, sempre viva?!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...