Amorecriminale

scarpe rosse

di Monica Bauletti

Pino Strabioli legge gli atti giudiziari: «Sabrina Blotti, donna di 45 anni residente a Cesena uccisa a colpi di pistola il 31 maggio del 2012 da Gaetano Delle Foglie detto Nino, padre della sua migliore amica Cinzia, che non accettava di essere rifiutato. Gli atteggiamenti morbosi del padre di Cinzia fanno sì che Sabrina si allontani da Nino per un breve periodo. Dopo aver capito che l’amica della figlia non vuole saperne di lui, Nino smette di corteggiare Sabrina e passa alle maniere forti, arrivando a minacciarla anche davanti ai suoi figli ed esternando la volontà di uccidere la donna anche al proprio medico curante, che avverte Cinzia, Sabrina e i carabinieri. A questo punto, Sabrina si vede costretta a sporgere denuncia contro Nino che intanto, a Bari, fa presente anche al figlio il suo folle piano: l’uomo arriva al punto di cacciare di casa suo padre, dopo che questo ha aggredito lui e sua moglie e li ha persino minacciati con un coltello. Lucidamente deciso a portare a termine ciò che già da tempo ha progettato, Nino prende la sua auto e guida per tutta la notte da Bari a Cesena, arrivando sotto l’abitazione di sua figlia Cinzia: qui trova Sabrina, che è stata proprio dalla sua amica a prendere un caffè dopo aver accompagnato i suoi due bambini, Christian e Diletta, a scuola. Sabrina respinge Nino ancora una volta comunicandogli anche di averlo denunciato, ma ciò non riesce ad arrestare la furia omicida dell’uomo, che ridurrà la donna in fin di vita con tre colpi di pistola. L’impegno dei medici e degli infermieri non riescono a salvare la vita di Sabrina, una donna descritta da tutti come gioviale, piena di vita e di interessi, sempre disponibile a dare una mano a chi ne aveva bisogno. Nino si dirige invece verso Cervia e si asserraglia dentro una chiesa, manifestando i primi segni di cedimento soltanto dopo quattro ore di trattative. L’arrivo di un esperto negoziatore da Bologna non riesce a evitare che l’uomo ponga fine alla sua esistenza sparandosi un colpo al cuore. Si conclude dunque nella maniera più tragica una vicenda che, però, non ha ancora avuto fine per la Procura di Cesena, che è stata citata in giudizio dalla famiglia di Sabrina Blotti per non essere stata in grado di assicurare la giusta protezione ad una donna che è andata incontro a una morte annunciata.

Nessuna protezione per Sabrina Borlotti, nessuna scorta a una madre di due bambini che ora cresceranno soli sapendo che la mamma è stata assassinata da chi ne aveva annunciata la morte e che è stato lasciato libero di agire. Nonostante le ripetute denunce arrivate da più parti e da voci autorevoli, la giustizia non ha agito in difesa di una donna minacciata da un aggressore malato e pericoloso. Il caso consueto di morte annunciata. La mia domanda, ormai inutile lo so: la legge sullo stalking che fine ha fatto e che cosa prevede? Qualcuno lo sa?

Il Decreto Legge nr.11/2009, convertito nella Legge nr.38/2009, ha introdotto il reato di atti persecutori (altresì definibile con il termine anglosassone “stalking”), inserendo l’articolo 612 bis nel Codice Penale italiano“

Scusate ma nessun commento vale quanto la descrizione dei fatti. Nulla da aggiungere, purtroppo.

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