Jenny Rizzo alla conquista di un posto al sole su Amazon

Jenny Rizzo foto

Da piccola volevo fare la poliziotta, volevo catturare i cattivi e proteggere i buoni. Ho indirizzato la mia vita perché potesse andare così, peccato non aver fatto i conti con madre natura: ben 6 cm in altezza in meno e 9 diottrie mancanti in totale. I criteri di selezione all’ingresso per i corpi armati sono peggio dei locali di Corso Como a Milano… se manca la cravatta, o il tacco, sei out!

Allora che fai? Cerchi di imbroccare la stessa strada percorrendo le vie alternative, le strade laterali, sconosciute insomma, cerchi il piede di qualcuno che possa gentilmente accompagnarti sulla soglia, verso l’interno. O meglio, cerchi di adattarti alla situazione e al mood e cerchi di comportarti come tutti. Ma tu non sei tutti. Tu sei Jenny e non conosci nessuno, e non sei nemmeno capace di fare quello che gli altri fanno perché altrimenti l’uniforme sarebbe già parte di te.

Facendo tesoro di tutte queste avventure, disavventure, messe nero su bianco in una raccolta di pensieri nascosta in fondo al cassetto della tua cameretta, cambi strada totalmente. È a questo punto che inizio a pensare che la scrittura forse è il mio futuro. Il mio volontariato, che poi è diventato lavoro, pur sempre volontario o sottopagato, in ambito penitenziario mi ha mostrato cose che voi umani non potete immaginare. Storie, emozioni, sentimenti, persone, personaggi e ricordi. Ho deciso che tutto quello che vivevo doveva essere portato alla luce del sole, fuori dal grigio carcere e lontano dalle gelide sbarre di ferro. Così, per non rischiare di dovermici impiccare ad una di quelle sbarre di ferro per la disperazione di non avere un lavoro pagato, me lo sono inventata quel lavoro di scrittrice. Ho scartabellato quei mille fogli di pensieri di cui sopra finiti dal cassetto alla scatola dei ricordi, tirandone fuori il meglio da unire a racconti dal carcere. Il libro era pronto in 48 ore. Mi sono fatta aiutare da una persona cara a realizzare la copertina: i colori li ho scelti io perché lui li percepisce in maniera aliena. Giunti al momento fatidico dico: “e ora come lo pubblico?”. Semplice, con Amazon! È la nuova spiaggia su cui milioni e milioni di aspiranti scrittori sbarcano alla ricerca del tesoro perduto: la fama. Pare funzioni questo nuovo modo di fare carriera.

Sì, certo, se hai un sacco di tempo libero da dedicare al marketing e alla comunicazione del tuo libro e di te stesso, allora forse sì che la fama arriva, altrimenti le 30 copie vendute saranno quelle comprate da cugini, zii e vicini di casa. Se sei fortunato come me e hai origini meridionali, con una famiglia molto vasta, allora puoi anche arrivare alle 45 copie vendute; 15 utilizzate per accalappiare nuovi contatti utili; di queste 15, probabilmente 10 saranno finite sul fondo delle librerie dietro trattati internazionali di diritto penale. Ma non mi importa. Il risultato ottenuto, per il momento, è quello che desideravo: creare curiosità attorno ad un argomento ostile per natura, difficile da approcciare e spesso additato come di poca importanza. I complimenti arrivati, le (poche) recensioni ottenute, i camei in radio e su riviste a tema de “Oltre il pensiero delle sbarre” sono nutrimento per il mio ego e per i miei pensieri che stanno mettendosi al lavoro per produrre la mia seconda opera. Probabilmente anche questa finirà sulla stessa spiaggia Amazon, dove mi aspettano già il mio telo mare e il mio cocktail di benvenuto, perché le poche case editrici disposte a pubblicare libri sul tema carcere mi chiedono dei soldi per farlo, ma io non cedo a compromessi, prima o poi sarò una scrittrice come le altre, una che non deve pagare per essere pubblicata.

di Jenny Rizzo

Dove seguire Jenny

https://www.facebook.com/pages/Jenny-Rizzo-criminologa-e-scrittrice/247705702067278

http://www.jennyrizzo.wordpress.com/

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