IL CACCIATORE DI “MI PIACE”.

mi piace

di Monica Bauletti

In questo mondo di comunicazione globale tutti dicono tutto su tutto e spesso a sproposito.

Il sapere e la conoscenza davvero non hanno più alcun valore? Quello che conta è solo far sentire la propria voce? Il mondo deve sapere a tutti i costi che ci siamo!

Esistere vuol dire: ho il mio nome sul tuo post!

Scusate la franchezza, ma chi se ne frega!

No, non è vero, siamo tutti contenti di sentire le opinioni di tutti ed è giusto così. Dite, scrivete, discutete, confrontatevi. Tutto serve per crescere e per crescere bene, ma allora se proprio vogliamo migliorare e trarre vantaggio da tutto questo comunicare dobbiamo farlo bene. Non buttiamo commenti a vanvera solo per avere consensi, per collezionare i “mi piace”. I mi piace fanno sempre piacere ma se sono spontanei non se sono estorti, quindi, amici cari, correggiamo certi piccoli vizi e sforziamoci di uscire dai luoghi comuni, diventiamo creativi e scriviamo quello che pensiamo veramente in modo chiaro e inequivocabile.

Insomma evitiamo di cadere vittime del cacciatore di ‘mi piace’, malato fobico di notorietà digitale. Lui è spesso mutante, cambia forma e i metodi subdoli e ambigui rischiano di danneggiare l’armonia globale diffondendo malcontento e cattiverie gratuite.

Questa nuova malattia si manifesta in vari modi, i sintomi e gli effetti sono vari anche se riconducibili allo stesso ceppo virale. E sì cari amici perché purtroppo trattasi spesso di malattia contagiosa e non c’è difesa immunitaria che tenga, come ho già detto il virus è mutante e, almeno una volta, si rischia di restar contagiati, poi c’è chi guarisce e diventa immune, ma ci sono altri che non guariscono più e i sintomi diventano cronici.

Ora, con questa nuova rubrica vorremmo invitarvi a scovare gli infetti e i portatori sani. Facciamo dunque un’opera sociale di sanità mettendo in evidenza i sintomi in modo da circoscrivere il contagio e aiutare gli ammalti a curarsi.  Cercheremo di scoprire come riconoscere il soggetto infetto e di trovare il modo per annullare gli effetti della malattia nonché aiutare il posseduto a liberarsi del mutante.

Seguendo le conversazioni sui social, all’interno dei gruppi, sui post che pubblicate, in quelli di amici o altre pagine vi sarà capitato chissà quante volte di assistere a battibecchi con vere e proprie aggressioni verbali. Sfoghi di una cattiveria incomprensibile che ricordano episodi assatanati di Emily Rose posseduta da Pazuzu. Tutti si aspettano che i toni si smorzino e tutto finisca in una risata collettiva invece si inaspriscono sempre più. A nulla serve cercare di sdrammatizzare o cambiare discorso, ormai l’invasato deve completare lo sfogo. In queste circostanze consigliamo di abbandonare la conversazione, non sarà possibile far rinsavire l’infetto per riportarlo alla ragione, non ammetterà mai di aver sbagliato e continuerà all’infinito.

Quindi state alla larga, nessun esorcismo è efficace in questi casi l’importante è non lasciarsi coinvolgere, se lo ignorate prima o poi il posseduto si smonta e voi non subirete danni permanenti.

Bene la prima lezione finisce qui, lasciamo spazio ai vostri commenti e alle vostre testimonianze se le vorrete condividere.

La prossima volta parleremo del “Cecchino inconcludente”.

Seguiranno “Le frasi celebri” – “le parole ricorrenti” e poi potremmo approfondire quello che vorrete segnalarci.

Buona caccia.

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3 pensieri su “IL CACCIATORE DI “MI PIACE”.

  1. Questo è un argomento sul quale mi sono spesso posta domande. Mi succede infatti, girovagando per blog, di vedere siti e post poveri di contenuti, magri e smunti come acciughe seccate al sole, eppure carichi di “mi piace” al punto da non riuscire a contarli tutti. Se poi hanno quattro muffissime righe di “poesia” o, peggio ancora, un’immagine accattivante rubata chissà dove, ecco piovere a catinelle commenti stracolmi di lodi e brodi vari, con doverose risposte del blogger che moltiplicano all’infinito i numeri.
    E qui appunto mi domando: ma che cavolo ha questo qui per attirare così tanti consensi? Sono scema io che non vedo il “bello” che brilla in queste righe, o sono di fronte a spudorata ipocrisia generosamente scambiata tra l’autore del post e i suoi lettori?
    Me lo chiedo anche per una sorta di mistero che vaga nella mia mente: nel blog che porta il mio nome, tratto spesso temi di carattere sociale che dovrebbero interessare un po’ tutti noi che viviamo sulla terra. E’ vero che la mia scrittura è carica di ironia e talvolta il messaggio ha la forma di un racconto o di una storiella ridicola, ma lo stile che uso è semplicissimo, non mi dilungo né farcisco con citazioni o esempi complicati, eppure nessuno si azzarda a scrivere un commento. Al massimo riesco a racimolare qualche “mi piace”, ma credo di non essere mai arrivata a 10.
    Se poi penso che il mio blog è seguito da tantissimi altri blogger oltre a chi mi legge attraverso la mail, il mistero si fa ancora più nebuloso.
    Hanno forse paura che io morda?
    Mah…

    Mi piace

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