Basta che non ci ammazzi (troppo)

Laura Roveri ferita

di Coralba Capuani

In un periodo in cui la violenza sulle donne è in crescita, tanto che si è arrivati a coniare il termine femminicidio, cosa pensa di fare la Cassazione? Di aumentare le condanne per chi si macchia di questi crimini direte voi, e no, invece è notizia di oggi che a un marito, accusato di reiterato stupro nei confronti della moglie, sono state riconosciute delle attenuanti. E sapete perché? Perché il poveraccio, quando commise il fatto, era ubriaco.

Per la Cassazione, infatti,  «la tipologia dell’atto è solo uno degli elementi indicativi dei parametri in base ai quali stabilire la gravità della violenza, e non è un elemento dirimente. Il che, tradotto in parole povere, indica che non è più l’atto della violenza sessuale completa a indicare la gravità del reato ma tutta una serie di concause come «il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e mentali di quest’ultima, le caratteristiche psicologiche, valutate in relazione all’età, all’entità della compressione della libertà sessuale e al danno arrecato alla vittima anche in termini psichici». 

E chissà se ha frequentato la stessa scuola il giudice che ha messo agli arresti domiciliari Enrico Sganzerla. L’uomo, un commercialista di 42 anni, aggredì la sua fidanzata il 12 aprile scorso fuori da una discoteca di Vicenza. La donna, Laura Roveri, 25 anni, ha subito due interventi chirurgici a causa dei fendenti inferti dall’uomo, nessuno mortale per fortuna. Ma forse è stata proprio questa la sua “colpa”: le ferite non hanno colpito organi vitali e l’unica coltellata delle sedici inferte alla ragazza, ha solo sfiorato la giugulare. «Un buchetto», ha definito la ferita il giudice. E poi che volete che siano sedici misere coltellate se anche la madre dello Sganzerla lo definisce un bravo ragazzo insinuando che la Roveri si è fatta «solo» venti giorni in ospedale, niente di che dunque.

Perciò ragazze e donne che ci state leggendo, fatelo sapere ai vostri fidanzati, mariti, amanti: mi vuoi picchiare? Prendermi a sprangate? Accoltellarmi? Spararmi? Va benissimo, mica c’è problema, basta solo che le ferite non siano mortali. Per lo stupro invece basta che tu sia sbronzo o drogato.

Ma le ferite dell’anima, quelle sono messe in conto o sono state abbuonate come nei supermercati? Dieci bastonate e hai diritto a uno sconto di pena sulle cicatrici che lasci nell’anima della vittima. Proprio come i punti del supermercato.

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